Il calciatore ucciso

Non ha più senso parlare di “calciatore suicidato” ormai. Questo era il titolo di un libro di Carlo Petrini sulla “morte senza verità del centrocampista Donato Bergamini”.

Di questa storia su questo blog ne ho parlato spesso. Lo ho sempre fatto in un post che di volta in volta aggiornavo e che invito a leggere prima di proseguire con questo (link).

Il motivo per cui ho preferito scrivere un nuovo post invece di continuare con gli aggiornamenti sta proprio nel titolo dell’altro. Si intitolava infatti “Un inizio di verità?“. Da allora sono passati appena 6 mesi, ma di strada se ne è fatta molta di più di quanto non sia accaduto nei precedenti 22 anni, ovvero da quel 18 novembre 1989 quando Donato “Denis” Bergamini, giocatore del Cosenza Calcio, fu trovato morto a Roseto Capo Spulico, sulla SS 106, che corre lungo lo Ionio percorrendo la Calabria per arrivare a Taranto.

La verità sta pian piano emergendo. O meglio, qualcuno sta iniziando a cercarla. Cosa che finora non era mai stata fatta. Oltre a non aver più senso parlare di calciatore suicidato, non ha senso farlo neanche a proposito di un inizio di verità. E’ finalmente giunto il momento di parlare di omicidio, perché questa è l’unica verità sulla morte di Bergamini.

Ieri alle 18.39 l’Ansa ha battuto questa notizia:

COSENZA – Donato Denis Bergamini, il calciatore del Cosenza travolto da un camion il 18 novembre 1989 sulla statale 106 a Roseto Capo Spulico era gia’ morto quando il camion lo investì. E’ questa la conclusione a cui è giunto il perito nominato dalla Procura di Castrovillari, che ha riaperto le indagini sulla morte di Bergamini. Il prof. Roberto Testi, docente di Criminalistica all’Università di Torino e direttore di medicina legale dell’Asl del capoluogo piemontese, scrive oggi il Quotidiano della Calabria, è giunto a questa conclusione dall’analisi di alcuni reperti (fegato, epidermide ed altri tessuti) conservati nei vetrini istologici e delle foto prelevate in occasione dell’autopsia eseguita il 4 gennaio del 1990 dal prof. Francesco Maria Avato, che ricevette l’incarico dall’allora procuratore di Castrovillari che aveva disposto la riesumazione del cadavere di Bergamini dopo che erano cominciati a circolare i primi dubbi sulla tesi del suicidio del calciatore.

“Non abbiamo scoperto la luna – ha detto Testi al Quotidiano riferendosi anche al lavoro dell’altro medico legale, Giorgio Bolino della Sapienza di Roma – era già tutto scritto nella perizia di Avato. Se nelle nostre ci sono novità interessanti é perché allora nessuno ha mai letto bene quella perizia”. “Ho trovato la scelta del procuratore – ha aggiunto Testi riferendosi all’incarico separato a due periti – molto intelligente. A entrambi ha formulato gli stessi quesiti ma mi pare che, autonomamente, siamo arrivati alle stesse conclusioni. Che, ribadisco, sono quelle di Avato”.

L’ennesimo tassello per una faccenda che, dopo così tanti anni, chiede ancora giustizia.

Una piccola nota a questo post. Il 16 aprile scorso è scomparso Carlo Petrini. La sua storia è terribilmente controversa. A lui va comunque il merito di aver aperto uno squarcio sulla vicenda Bergamini grazie al suo libro.

Annunci

Informazioni su andrij83

Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Il calciatore ucciso

  1. Pingback: Attesa… | (in)fausti pensieri

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...