Davvero mettere una soglia alla scontistica sui libri salverà le librerie?

Ogni volta che chiude una libreria, in molti sono pronti a dare la colpa ad Amazon o ai colossi dell’on-line. Che probabilmente hanno le loro grandi responsabilità, anche se in un paese dove si legge pochissimo forse è una analisi fin troppo sbrigativa. Sembra più la ricerca di un capro espiatorio, per cui noi italiani siamo certamente maestri, che ci liberi dal peso di ragionare realmente sulle cose, ci consenta di archiviare la questione e guardare avanti.

Personalmente credo che le librerie abbiano una funzione che va al di là della vendita di libri, rappresentando un inestimabile presidio culturale. Per questo cerco di comprare il più possibile libri in questi luoghi fisici e non nel virtuale. E cerco di comprarne il più possibile in una libreria della mia città, che in quanto a presidi culturali ne ha un bisogno enorme. Ho dunque messo da parte anche il kindle, che ho ormai da diversi anni e su cui avrò letto una manciata di libri. E quando dico manciata intendo che si contano sulle dita di una mano, che per uno come me che – salvo lo scorso anno, quando la paternità mi ha preso totalmente – legge 25-30 libri l’anno è davvero un’inezia. Anche se sulla scelta di accantonare il più possibile il kindle subentra anche l’amore feticcio per il libro di carta e per le librerie piene in casa.

Tuttavia, se questa mia scelta fa bene alla libreria, fa bene anche a editori e scrittori? Qualche settimana fa ho comprato quattro libri. Li avevo visti su Amazon e avrei speso 51 €. Li ho comunque comprati in libreria, spendendo però 60 €. Con quei 9 € di differenza avrei dunque potuto comprare probabilmente un altro libro, dando soldi ad un’altra casa editrice e ad un altro scrittore.

Anche le case editrici (oddio, non tutte eh, di alcune nessuno sentirebbe la mancanza, specie in un’epoca in cui tutti scrivono, pensando che scrivere sia roba per tutti), sono un presidio culturale fondamentale per un paese. Uno strumento straordinario di circolazione delle idee e di crescita personale e collettiva. Ho incontrato libri che hanno inciso profondamente nel mio modo di pensare e di essere (del resto è stato proprio un libro a darmi la spinta decisiva perché diventassi vegetariano prima, vegano poi).

Insomma, la questione è molto più complessa di come la si dipinge.
Nella mia piccola e personale analisi penso tuttavia che non sarà un provvedimento che pone un tetto massimo alla scontistica sui libri a salvare le librerie. Però penso che questo stesso provvedimento potrebbe invece penalizzare case editrici e scrittori.
Ma questo è un paese dove le cose non si affrontano mai in maniera approfondita e si cerca sempre la strada più semplice, pensando che sia la migliore (o che comunque sia meglio di non fare niente).

Informazioni su andrij83

Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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