Chi sono

Si cresce, si cambia e, dopo tanti anni, rivedo il mio “chi sono”. Ma ne mantengo le premesse.

Innanzitutto da dove vengo. Mio padre è nato a Roma a due passi da San Pietro. Mia madre invece in un piccolo paesino arbereshe della Calabria, tale Macchia Albanese (CS).

Io sono nato a Roma nell’agosto del 1983. Vivo a Pomezia. Laureato in Scienze della Comunicazione. Ateo e sbattezzato dal 2006. Vegetariano e antispecista. Eternamente precario, nella vita. Giornalista. Ufficio Stampa. Program Manager. E qualsiasi altra cosa mi permetta di (sopra)(v)vivere.

Questo sono in sintesi. Se ne volete sapere di più, proseguite pure!
Per i primi otto anni della mia vita ho vissuto a Casalotti, piena periferia romana, sorta come le altre sue affini con il boom dell’abusivismo edilizio degli anni ’60. Per ragioni legate alla necessità di mio padre di avvicinarsi al lavoro (80 km di macchina al giorno sono un po’ troppi) e alla nascita di mio fratello che richiedevano maggiori spazi (50 mq. in 4 sono un po’ pochi) ci siamo poi trasferiti a Pomezia dove attualmente vivo, anche se mi sono avvicinato un pochino di più al mare ora, vivendo a Torvaianica.

Ho giocato a calcio per circa dieci anni, con anche alcuni sprazzi di buone prestazioni. Per lo più ho fatto il terzino e il mediano davanti alla difesa. Tutto sommato sono state quindi più le botte che ho dato che quelle che ho preso. Al mio attivo in dieci anni ho tre gol, di cui due su rigore (sempre stato un decente rigorista), qualche decina di ammonizioni e una sola espulsione (sempre stato abbastanza corretto). Dopo aver smesso a 16 anni mi sarei voluto dedicare al ciclismo, ma vari scandali doping non hanno favorito questa mia decisione, soprattutto davanti ai miei irremovibili genitori. Ho quindi rifatto un po’ di nuoto (già praticato tra i 3 e i 6 anni) e poco altro. Salvo evidentemente andare costantemente in bicicletta da amatore e giocare spesso e volentieri a calcetto. Oltre ad un po’ di basket quando capita. Il ciclismo è però la cosa che adoro fare di più. Mi sembra un’ottima metafora della vita. Quando sei a ruota ti rendi conto che gli altri sono importantissimi. Ma appena sei te a doverti mettere davanti a fare l’andatura capisci che se non sei il primo ad avere le necessarie energie mentali e fisiche non vai da nessuna parte. Nessun altro sport è in grado di restituirti queste sensazioni e lasciarti abbandonare a queste metafore.

Non amo la matematica eppure alle superiori ho frequentato un Istituto Tecnico Industriale. Non so bene perché. Ma a 13 anni e mezzo come si fa a saperlo e a sapere dove indirizzare la propria vita. Dovrebbe dirtelo qualcuno, ma nelle mie scelte mi è stata sempre lasciata ampia libertà da parte dei miei genitori. Scelta che ringrazierò sempre perché mi ha dato la possibilità di imparare dai miei errori. Ad esempio questa scelta – e il professore di lettere – mi hanno fatto capire l’amore spropositato per i libri, la lettura e le materie umanistiche.
All’università ho così scelto Scienze della Comunicazione. Anche qui, probabilmente un errore e una facoltà che sconsiglio, anche se quell’infarinatura mi ha aperto le porte per il lavoro che mi trovo a svolgere in questo momento. L’intenzione era di fare il giornalista. Arrivando a farlo mi sono reso conto che una qualsiasi laurea va bene per alimentare quella passione. Il resto lo fa il lavoro pratico e i colleghi che incontri e dai quali impari.
Anche a causa del lavoro (e della mia militanza) a laurearmi ci ho messo tanto. Alla fine ho chiuso la prima parte del mio percorso di studi con una tesi dal titolo “Teologia della Liberazione. Un’analisi dell’esperienza del Nicaragua“.
Da qualche mese, dopo aver iniziato una specialistica e averla lasciata con qualche esame, ho fatto la rinuncia agli studi e sono ripartito iscrivendomi a “Scienze della Cooperazione e dello Sviluppo“, un’interfacoltà tra Comunicazione, Scienze Politiche e Lettere. Scelta figlia di una volontà di indirizzare la mia vita in un certo verso.

Per quanto riguarda il lavoro invece la mia prima esperienza è stata per una ricerca che l’Osservatorio del Mercato del Lavoro Provinciale aveva affidato alla mia ex scuola. Ero un ricercatore junior esterno e ci sono arrivato grazie al rapporto che avevo stabilito (e mantenuto una volta diplomato) con i miei professori che, dinanzi a questa possibilità, hanno ben pensato di coinvolgere me ed un mio amico (fraterno).
Nel frattempo, tra fine gennaio e i primi di febbraio 2008, un amico, non so se spinto dall’apprezzamento delle mie capacità giornalistiche (affinate qui e li) o dalla disperazione, mi ha chiesto se avevo voglia di collaborare con delle testate che dopo alcuni anni avrebbero, a breve, ricominciato le pubblicazioni. La risposta fu evidentemente affermativa. Così a marzo di quell’anno iniziai a scrivere su “l’ardeatino” e meno frequentemente su “l’apriliano” e “il nettunense“. Inutile dire che non sono diventato ricco, ma dall’8 luglio 2010 sono ufficialmente un giornalista, iscritto nell’elenco dei pubblicisti del Lazio. Un’esperienza impreziosita anche da alcune collaborazioni con “Liberazione“, “il Venerdì di Repubblica“, “La Nuova Sardegna“, “il Corriere di Viterbo“, “Il Corriere di Rieti” ed in particolare da un reportage mio e di un collega per “il manifesto“. Nel frattempo mi sono occupato anche di sport, prima per “Latina Oggi“, e poi per “Radio Manà Manà“, “Radio Incontro” e “RLTV“. Da luglio 2011 assieme a dei colleghi – e ancor di più amici – abbiamo dato vita ad una nuova esperienza giornalistica locale. Il giornale si chiamava “Tempi Nuovi” e, oltre ad averci scritto, lo ho anche diretto per qualche mese. Esperienza finita dopo circa 3 anni ma che credo abbia dato molto a noi e alla città, soprattutto per la qualità degli articoli e dell’impaginazione.
Nel frattempo ogni tanto ho recensito qualche libro per alcuni blog.

Durante questo tempo ho lavorato anche – dal 2006 al 2011 – con l’Assessore alle Politiche Sociali, Politiche Giovanili, Pari Opportunità e Famiglia del Comune di Pomezia. Assessorato che abbiamo gestito come Rifondazione Comunista, nella quale ho militato dal 2001 al 2011, ricoprendo alcuni incarichi dirigenziali, tanto a livello di partito che di Giovani Comunisti.

Da gennaio 2014 lavoro invece con l’Associazione Antigone, che da trent’anni si occupa di giustizia, diritti umani, carceri e garanzie nel sistema penale, della quale sono l’ufficio stampa e, come si direbbe, Social Media Manager.
Da luglio 2014 sono il Program Manager della Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili che, nata dall’idea che le libertà civili e i diritti sono fra loro interdipendenti e indivisibili, mette assieme circa 30 organizzazioni, tra le più importanti a livello nazionale.

Negli anni sono stato anche volontario del gruppo locale Castelli Romani di Greenpeace Italia (2003-2006), ho fatto parte di Attac Italia (2006-2011) della quale sono stato anche nel coordinamento nazionale e del Forum Italiano Movimenti per l’Acqua (2006-2011).