Un inizio di verità?

Pochi minuti fa ho letto questa notizia su “La Gazzetta dello Sport.it” (link). Il PM Rinaudo ha chiesto 24 anni di carcere per Michele Padovano, ex calciatore, per associazione a delinquere nell’ambio di un traffico internazionale di droga.

Leggendo la notizia ho pensato a quando Michele Padovano era un giocatore del Cosenza assieme a Donato Bergamini.

La mia prima reazione è stata quella di chiedermi se in qualche modo queste due vicende possano essere legate.

Per i molti che non conosceranno la storia di Donato Bergamini, mi cito, riportando qui un post fatto circa un anno e mezzo fa su un mio vecchio blog.

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Quale verità per Donato Bergamini?

Nel nostro Paese ci sono dei misteri che non si vuole svelare. La maggior parte riguardano intrecci tra politica e criminalità organizzata. Di molti di questi misteri si parla spesso, basti pensare agli attentati di Piazza Fontana e della Stazione di Bologna. O ancora a Ustica.
Ci sono altri misteri di cui invece ci si dimentica in fretta. Degli omicidi di cui non si parla, archiviandoli magari come suicidi. Questa cosa accadde anche a Peppino Impastato, il cui assassinio per un ventennio fu derubricato come suicidio. Un suicidio strano, incomprensibile. Eppure le indagini, sempre che così si possano chiamare, diedero questo risultato.
C’è un altro mistero che va avanti da vent’anni e che ancora non conosce verità. E’ quello di Donato Bergamini, calciatore del Cosenza Calcio, suicidato il 18 novembre 1989Anche in questo caso le indagine furono parziali, le testimonianze piene di contraddizioni l’una dall’altra, con le perizie e l’autopsia sul corpo che fecero emergere il mare di bugie con cui si cercò di giustifcare la morte del calciatore. Non ci fu nulla da fare. Suicidio doveva essere e suicidio fu secondo forze dell’ordine e magistrati.
Negli ultimi tempi si è tornato a parlare di Donato Bergamini. Qualcuno si è azzardato a chiedere verità e giustizia per questo ragazzo che a 27 anni, nel pieno della sua carriera, ha deciso di recarsi a 100 km da Cosenza con una sua “quasi fidanzata” e gettarsi davanti a lei sotto le ruote di un camion che sopraggiungeva. Questa la versione ufficiale.
Una versione, come detto, smenitata dai fatti.
Quelli a Cosenza erano anni in cui il confine fra squadra di calcio, politica e criminalità organizzata era labile. Erano gli anni del totonero e di partite vendute. Non si sa bene in cosa fosse invischiato Denis (questo il nome con cui tutti lo chiamavano) Bergamini. Fatto sta che il 18 novembre 1989 qualcuno ha deciso che probabilmente era di troppo, e decise di suicidarlo.
In questo suo libro Carlo Petrini racconta la storia di quei giorni. Attraverso stralci delle testimonianze, verbali delle forze dell’ordine, mancate analisi, mette in risalto tutti i punti oscuri di una vicenda che, venti anni dopo, vive nell’oblio della conoscenza che è essa stessa la morte di ogni possibilità di arrivare alla verità.

Qui di seguito il link di una puntata di “chi l’ha visto?” durante la quale si è tornati a parlare di Donato Bergamini (clicca qui)

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La droga, assieme al totonero, era una delle piste su cui ha sempre chiesto di indagare chi non crede nella verità ufficiale. Non so se ci possano essere dei collegamenti. Forse no. Probabilmente sono due casi totalmente separati tra loro. Ma certo, per chi aspetta da tanti anni la verità, non è impossibile – forse ingenuo – sperare che qualche porta possa aprirsi.

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AGGIORNAMENTI!

12/12/2011 – Un aggiornamento doveroso vista la notizia di oggi. Michele Padovano è stato infatti condannato (in primo grado) a otto anni e otto mesi di reclusione. La richiesta del PM Rinaudo era di 24 anni e mezzo per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. La sua posizione è stata invece derubricata a “mero partecipe” e dunque la stessa condanna è stata molto più lieve rispetto alla richiesta. In attesa che Padovano presenti istanza in appello, torno a credere che, a fronte di questa prima condanna, sarebbe forse giusto ritornare a riaprire o quanto meno a riparlare del caso Bergamini.

22/02/2012 – Questo post è in costante evoluzione. Ne sono felice, perché belle sono le notizie che arrivano. Pare infatti che finalmente il caso di Denis sarà riaperto a più di 22 anni dalla sua morte. I carabinieri del RIS di Messina hanno depositato la perizia alla procura della Repubblica di Castrovillari, perizia nella quale si dice che il calciatore era già morto quando il camion lo investì. Una bella giornata per i tanti che sperano ancora in un po’ di verità e giustizia per Donato “Denis” Bergamini!

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Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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2 risposte a Un inizio di verità?

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