Prostituzione (anche) intellettuale

Questo è un post in divenire. Si parlerà del video messaggio, di autodifesa e autoassoluzione, di Berlusconi. In divenire poiché dovrò riascoltarlo bene per analizzarlo fino in fondo.

La prima cosa che mi ha colpito è stata la sua espressione; seria e marziale. Una cosa insolita per un Berlusconi che, solitamente, offre di se un’immagine distesa. L’ottimismo dell’irragionevolezza sembra aver ceduto spazio ad una ragionevole preoccupazione. Come non comprenderlo. Quando si parla di reati finanziari, corruzioni, tangenti, il motto da destra a sinistra, da confindustria alla chiesa è: così fan tutti. Ma stavolta c’è dell’altro. C’è un puttanaio dietro. E anche la chiesa non può far finta di nulla. Anche se molti cittadini assolvono il Premier, la cosa non è semplice per lui. I cittadini contano fino ad un certo punto. Sono i poteri forti che fanno la differenza, che spostano le preferenze, che decretano vita e morte di Primi Ministri e coalizioni di governo.
Qui breve disgressio. Perché in molti continuano ad assolverlo? La base di ogni mio ragionamento è una frase di De André, contenuta in “La città vecchia” che dice «se tu cercherai se giudicherai da buon borghese, li condannerai a cinquemila anni più le spese. Ma se capirai se li cercherai fino in fondo, se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo».
L’intera vicenda chiede, dunque, oltre al giudizio e alla condanna, anche alcuni interrogativi. Siamo davvero diventati così? Possibile che qualcuno pensi che, dato che ha soldi e potere, una persona di 80 anni possa sfruttare questi fattori per sollazzarsi con giovani ragazze, riducendo le stesse a puri strumenti di piacere per sé e i suoi ospiti? Davvero ci sono vent’enni che per un posto da velina e/o parlamentare, accettano di essere solo questo? Un cambiamento antropologico così profondo, in una nazione così bigotta fino ad un trentennio fa, come è potuto avvenire?

Interrogativi di cui mi sfuggono le risposte. Sempre De André diceva che i giovani non è vero non abbiano valori. Hanno valori che noi non possiamo capire, perché troppo afffezionati ai nostri. Questa cosa mi confonde. Non per il concetto espresso, semplice e condivisibile, ma perché non sono esattamente un vecchietto. Dovrei far parte di questa generazione. Eppure sento di non avere questi stessi valori. Se sono io l’eccezione, fuori dal tempo e dalla storia, o sono loro non lo capisco. Ed è questo che un po’ mi disorienta.

Tornando al video, una inevitabile precisazione, l’editoriale di Travaglio da Santoro l’ho visto solo dopo aver scritto. Comunque, qui Berlusconi si concentra sulla violazione della vita privata sua e dei suoi ospiti. Della pubblicazione di frammenti di intercettazioni. Evidentemente tenta di far dimenticare che il tutto è stato fatto perché c’era un’indagine in corso, con motivati sospetti da parte degli inquirenti che ci fossero dei reati. Sospetti poi avvalorati proprio dalle intercettazioni. Ed anche le perquisizioni rispondono a questa logica. Antipatiche, ovvio. Nessuno vorrebbe mai subirne una. Nessuno vorrebbe mai essere portato in questura «alla stregua di un malfattore». Ma succede quando una persona è indagata. E sempre, le perquisizioni, vengono condotte di notte o prima mattina.
Poi Berlusconi dice un’altra cosa interessante. Ovvero, che «è contro la legge questa intromissione nella vita privata delle persone. Perché quello che i cittadini di una libera democrazia fanno nelle mura domestiche, riguarda solo loro. Questo è un principio che è valido per tutti; e deve valere per tutti, anche per me».  Interessante perché anche qui Berlusconi omette di parlare di indagini. Fa un discorso generale. Ognuno a casa propria è libero di fare ciò che vuole. Un’intromissione è violazione della privacy. Così se io tenessi una piantina di marijuana sul terrazzo? Sarei libero di farlo. Sono a casa mia. Sono un cittadino di una libera democrazia e faccio ciò che voglio tra le mura domestiche. Un discorso pericoloso quello del Premier. Pericoloso, poiché nel suo tentativo di giustificazione, apre ad altri reati. Se qualcuno sospettasse che in casa mia avvengono abusi o reati, ci sarebbero sicuramente delle violazioni della mia vita privata nella fase di indagine. Ed è un bene che ciò avvenga. Perché è così che si scoprono i reati. L’altra faccia della medaglia è l’impunità, un male molto maggiore di qualche intercettazione e appostamento.
La cosa che fin da subito mi ha colpito, spingendomi a questo post, è stata questa frase di Berlusconi, che neanche Travaglio ha ripreso: «ecco perché vorrei fare il processo subito, con queste prove inconfutabili, ma con giudici super partes e non con P.M. che vogliono utilizzare questa vicenda come strumento di lotta politica». Cosa c’è che mi ha sorpreso? L’enorme errore che il Premier compie, immagino volutamente, tentando di far leva sull’ignoranza di molti in tema di giustizia. Infatti dice che vorrebbe fare il processo con giudici super partes e non con P.M. che fanno della lotta politica contro di lui. Ma giudici e P.M. sono due cose ben distinte (il processo penale da wikipedia). Mettiamo che i Pubblici Ministeri vogliano davvero accanirsi contro Berlusconi; cosa c’entra questo con i giudici. In un processo ci sono l’accusa (appunto i P.M.), la difesa (gli avvocati dell’imputato) e una parte terza (i giudici) che al termine del processo emettono la sentenza di condanna o assoluzione. Dunque, se i Pubblici Ministeri si fossero inventati tutto, se tutta la vicenda fosse una montatura, i giudici (ovviamente super partes) assolverebbero Berlusconi, a prescindere dalla possibile malafede dell’accusa. Dunque, perché non farsi processare, se convinti della propria onestà e innocenza?

Per il resto basta leggere la cronaca sui giornali.

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Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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