La vivisezione entra in campagna elettorale

Ci sono temi che, purtroppo, non trovano mai spazio nelle campagne elettorali e nei discorsi pubblici di partiti e candidati. Uno di questi è l’animalismo o, meglio ancora, l’antispecismo.
All’epoca della scelta dei candidati della lista Tsipras, sostenuto da alcune persone fondamentali per la mia formazione su questo tema, provammo a proporre la mia candidatura. L’idea era proprio quella di portare questo discorso oltre i confini che, nella fase attuale, gli sono propri. La cosa non andò in porto ma ciò non vuol dire che rinunceremo a proporre questo discorso all’interno di quella sinistra cui appartengo/apparteniamo e che ignora queste questioni.

Tuttavia, come spesso avviene, un discorso che non entra dalla porta, capita spesso rientri dalla finestra. E così è avvenuto, grazie ad una bestialità pronunciata da Beppe Grillo durante un suo comizio.

“Oramai Berlusconi è vecchio, ha perso il treno, è Tutankhamon, mummificato, con tre dita di fard… gira sempre con quel cazzo di Dudù, ma vaffanculo tu e Dudù… ecco, date Dudù alla vivisezione… io sono contro la vivisezione, ma voglio la vivisezione solo per Dudù”

Per chi si dichiara antispecista, come il sottoscritto, la frase è di una ignoranza e una brutalità con pochi pari. Ci sono argomenti su cui sarebbe meglio non scherzare e, a ben vedere, non ha molto di diverso che dire, riferendosi ad un ebreo, “io sono contro la sperimentazione medica che si faceva nei cambi di concentramento nazisti, ma voglio la sperimentazione solo su tizio”.

Certo non tutti quelli che amano gli animali sono animalisti, molti di meno sono gli antispecisti. Tuttavia c’è un particolare importante: la vivisezione ha un fronte ampio (e bipartisan) di oppositori. Così la polemica è deflagrata tanto che Grillo, a mia memoria per la prima volta, ha dovuto correggersi con un tweet.

Schermata 2014-05-17 a 09.09.10

Il fatto, per chi fa della provocazione e dell’uso di termini forti, spesso fuori dal politicamente corretto, la propria forma e sostanza comunicativa è tutt’altro che da ignorare. Si può dare dei morti e degli zombie ai politici, si può dire che verranno spazzati via, li si può mandare a fanculo. Ma sulla vivisezione non si gioca, neanche se il bersaglio è il cane del pregiudicato Berlusconi.

Tutto questo fa tornare anche in mente il caso di Caterina S., la ragazza di Bologna che si fotografò con un cartello a favore della ricerca che utilizza la sperimentazione animale. All’epoca gli stupidi commenti di alcune persone provocarono un caso mediatico che, in tanti, riconoscemmo come il tentativo di recuperare terreno in un’opinione pubblica italiana largamente contraria all’utilizzo di esseri viventi nei laboratori delle grandi case farmaceutiche (e non solo). Si mise in contrapposizione una giovane ragazza malata con un manipolo di animalisti violenti e irrispettosi nei loro termini. Si cancellò completamente dal discorso che chi è contro la sperimentazione animale non è contro la ricerca, ma chiede e vuole una ricerca che non utilizzi esseri viventi, come già qualcuno sta facendo (un mio post sull’argomento: https://andreaoleandri.wordpress.com/2013/12/28/contro-la-sperimentazione-animale/).
Le polemiche di questi giorni e la correzioni di Grillo ci fanno capire, probabilmente, che quel fronte non avanzò poi così tanto.

Quello della lotta contro la sperimentazione animale è un punto di partenza. L’impegno importante è far capire, ai tanti indignati di questi giorni, che sperimentare su un animale non è poi così tanto diverso dall’ucciderlo per mangiarlo. Beppe Grillo nel suo tweet ha scritto di amare il suo cane e di essere contro la vivisezione. Apprezziamo la sua correzione, siamo certi non lo darebbe ad un laboratorio, ma ad un macello?

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Informazioni su andrij83

Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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