Lista Tsipras, tanti dubbi sull’inizio

alexis-tsiprasQuesta che riporto di seguito è una mia lettera aperta agli organizzatori della lista a sostegno della candidatura di Alexis Tsipras a presidente della Commissione Europea per Sinistra Europea.

Cari compagni,
seguo con interesse da tempo il percorso di Syriza, la coalizione della sinistra radicale che, in Grecia, ha dimostrato come di fronte alla crisi sistemica del neoliberismo, politiche marxiste e di sinistra siano, da una parte l’unico sbocco possibile, dall’altra una speranza per i popoli.
Per questo, come molti, ho accolto con favore la decisione del Partito della Sinistra Europea di presentare, quale candidato presidente alla guida della Commissione Europea, Alexis Tsipras.
Oltre che una grande occasione per i popoli europei, la sua candidatura rappresenta ancor  di più una grande opportunità per le sinistre europee soprattutto la dove, come in Italia, di fronte a questa crisi piuttosto che emergere sono sprofondate tra divisioni, logoramenti, intestine lotte per il potere.
Ho osservato con interesse anche la nascita della vostra proposta per dare forma e sostanza ad una lista che, nel nostro Paese, sostenesse questa candidatura. Con favore ho osservato anche le adesioni di chi, in passato, nutriva ancora del credito per il Partito Democratico e il Partito Socialista Europeo che ritengo, come ci ha insegnato Syriza con il Pasok, parte del problema e non la soluzione, né un valido alleato, per uscire dalla crisi.
Tuttavia diverse uscite di questi giorni mi preoccupano e mi rendono dubbioso sulla bontà di questa iniziativa.
Dal 2002 fino al 2011 sono stato un iscritto al Partito della Rifondazione Comunista nel quale ho avuto incarichi dirigenziali a livello provinciale, anche nei Giovani Comunisti, oltre ad aver collaborato per quasi cinque anni con l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pomezia dove vivo e faccio attività politica.
A differenza di molti credo che la politica sia fatta anche di capacità e che queste si affinino facendola, toccando con mano ciò che accade. Non credo che chi abbia avuto esperienze elettive sia in qualche modo “colluso” (passatemi il termine) con un sistema che noi, inutile negarlo, presentando una lista vorremmo andare a governare per cambiarlo. Non credo neanche che il nuovo sia sinonimo di migliore. Per tale ragioni la preclusione da voi imposta a chi abbia avuto incarichi elettivi e responsabilità di rilievo in un partito nell’ultimo decennio mi appare qualcosa di totalmente privo di senso e fondamento, figlio di una stagione politica e di logiche imposte dall’esterno che non sento parte della mia di storia che, se così fosse, dovrei rinnegare.
Ma c’è un’altra preoccupazione con la quale mi trovo a dover fare i conti e che riguarda il referendum on-line per scegliere simbolo e nome della lista. Anche in questo caso il disagio è dovuto a diversi fattori tra loro collegati. Abbiamo già avuto modo di vedere cosa abbia significato presentare liste a sinistra nate senza discussioni. Gli esempi della Sinistra l’Arcobaleno e il più recente di Rivoluzione Civile dovrebbero parlarci chiaro. Una lista non è fatta di un nome emblematico e un simbolo attraente se dietro non c’è una sostanza e una condivisione di contenuti e programmi. Qual è l’Europa che noi vogliamo costruire? Le idee comuni nascono da discussioni, confronti – a volte anche aspri – e, per l’appunto, condivisioni. Non credo – e me ne dispiaccio – alla democrazia via web. Parlare tramite un computer può essere una facilitazione organizzativa. Ma non è da dietro uno schermo che può nascere un progetto politico. Non a sinistra. Non nella sinistra che intendo io. Anche questa lettera, se rimanesse tale – parole su uno schermo -, non avrebbe di certo sortito l’effetto sperato. Vorrei parlare con voi, compagne e compagni, di cosa costruire. Compagni significa condividere il pane, ma credo che solo di persona – combattendo l’anomizzazione della cultura informatica contemporanea – sia possibile farlo. Per citare Žižek, riaffermando il sé, dinanzi all’attuale sé decaffeinato. Il nome della lista e il simbolo verranno automaticamente.
Vedete, vorrei presentare la mia proposta di candidatura (anche se non so se il mio incarico politico – non elettivo – e i miei ruoli dirigenziali fanno di me, quasi 31enne, un vecchio della politica). Vorrei dare vita nel mio Comune ad un comitato per Tsipras. Ma se non si scioglieranno questi nodi, per me fondamentali, voterei questa lista come l’unico modo possibile per votare il candidato presidente della Sinistra Europea. Dal giorno dopo ognuno di noi – ed è quello che le esperienze degli ultimi anni ci hanno ampiamente insegnato – tornerà ad occuparsi di ciò di cui si era occupato fino al giorno prima. Syriza, nel nascere, ha ospitato tutti, senza preclusioni. Ha discusso di persona. Io temo che noi, invece, stiamo perdendo l’ennesima occasione. Ancora una volta nascondendoci dietro il fattore tempo che, se sarà il solo a dettare le nostre scelte, ci condannerà all’ennesima sconfitta politica.

Con grande stima e affetto,
Andrea Oleandri

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Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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