Il ciclo della vita

«Per fare un tavolo ci vuole il legno 
Per fare il legno ci vuole l’albero 
Per fare l’albero ci vuole il seme 
Per fare il seme ci vuole il frutto 
Per fare il frutto ci vuole il fiore 
Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore 
Per fare un tavolo ci vuole un fiore».

Cantava così Sergio Endrigo nei lontani anni ’70. E’ il ciclo delle cose, il ciclo della vita: nascere, vivere e morire. Tutti noi abbiamo imparato a distinguere, già dai primi anni di scuola, queste fasi. Ogni essere vivente, animale o vegetale, ha un ciclo vitale che si conclude immancabilmente con la morte. Se il ciclo vitale non viene alterato da altri eventi non naturali, questa può arrivare per vecchiaia o per malattia. Cosa ci sia dopo è una cosa che interroga le credenze e le sensibilità individuali. Di sicuro possiamo dire cosa non ci sia dopo una morte naturale.

L’educazione dei bambini è un passaggio fondamentale per ogni società moderna e democratica. E’ importante, per questo, non insegnare cose che non corrispondano alla realtà, per non alterare la percezione che i bambini di oggi, gli adulti di domani, hanno delle cose e dei fatti.

Tempo fa mi è arrivato un messaggio su facebook nel quale si riportava la pagina di un sussidiario delle discipline di terza elementare: “Progetto per… scoprire. In fondo al mar” a cura di G. Lupo, V. Grandinetti, L. Pepe, edito da “edizioni il capitello“.
Si parlava proprio del ciclo della vita. Gli esempi disegnati erano due: una pianta che parte dal seme e un maiale che parte dalla madre e dai suoi fratellini.
vita piantaSe nulla c’è da eccepire per quanto riguarda il ciclo di vita di questa pianta, più di qualche sorpresa ha destato in me la descrizione del ciclo di vita del maialino.

vita maiale

Il maiale nasce, cresce, si innamora (e riproduce), invecchia e muore. Una volta morto viene trasformato in prosciutto. La cosa francamente risulta insopportabile, sia da un punto di vista etico che scientifico. Scientificamente andrebbe spiegato ai bambini, infatti, che la carne che loro mangiano interrompe nel mezzo il ciclo vitale di un animale. Che il prosciutto non si ottiene alla fine di un percorso di vita, ma per via di una interruzione non naturale dello stesso.
Eticamente invece, dopo aver studiato, STUDIATO, questa pagina, ogni bambino può crescere nella convinzione che dietro la propria scelta alimentare non ci sia la sofferenza di un altro essere vivente. Del resto, se il prosciutto lo si ricava da un maiale morto di vecchiaia, qual è il problema nel mangiarlo?
Ho sempre creduto che la funzione dell’istruzione sia quella di poter creare un’intelligenza viva, uno spirito critico con il quale analizzare ogni cosa per poi percorrere la strada che si ritiene più giusta. Per tale motivo questa scelta editoriale risulta ancor più inaccettabile.
Per lo stesso motivo questo non è solo un post, ma una lettera che invierò alla casa editrice per chiederle di cambiare, a partire dalla prossima edizione, questa pagina, ripristinando, innanzitutto, la verità scientifica.

«La realtà sociale, oggettiva, che non esiste per caso, ma come prodotto dell’azione degli uomini, non si trasforma per caso. Se gli uomini sono i produttori di questa realtà, e se questa, nella “inversione della prassi”, ricade su di loro e li condiziona, trasformare la realtà di oppressione è un compito storico, un compito per gli uomini». Scriveva così Paulo Freire nel suo “La pedagogia degli oppressi“. Ovviamente qui ci si riferisce alla realtà di oppressione che vivevano all’epoca e vivono oggi milioni di animali umani. Ma dato che l’idea di liberazione deve valere anche per gli animali non umani, questa citazione mi sembra adatta anche in questo caso, di fronte ad una realtà sociale oggettiva nella quale è così normale sfruttare, opprimere e mangiare gli animali da poter rappresentare alterato il ciclo vitale che consente alla carne di finire sulle tavole di milioni di persone nel mondo.

Non mi dilungo oltre. In questo blog ho parlato più volte di questi temi. Per chi volesse: link.
Di seguito riporto invece la pagina per intero del libro.

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Informazioni su andrij83

Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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2 risposte a Il ciclo della vita

  1. Pingback: 22/12/13 – La fine del maiale è un prosciutto? Un libro di scuola poco educativo | Restiamo Animali

  2. Pingback: Il ciclo della vita. I commenti di Restiamo Animali e Annamaria Rivera | (in)fausti pensieri

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