Scusate il disturbo, stiamo giocando per voi

L’altro giorno ero a casa e sfogliavo piuttosto distrattamente uno dei giornali locali di Pomezia. Tutte cose già viste e sentite. Tuttavia un titoletto ha colpito la mia attenzione: “Giochi rumorosi”. Sottotitolo: “Raccolta firme contro i giochi del giardino di Padre Pio”. L’articolo riportava la lettera di alcuni cittadini che trascrivo per intero.

«I condomini di via Ovidio e via Filippo Re chiedono vivamente a codesta amministrazione comunale la rimozione dei giochi situati a stretto contato con il palazzo dove risiedono. Sono già due anni che i suddetti sono costretti a vivere tra urla, grida e schiamazzi vari contornati da giochi rumorosi ininterrottamente (ma non c’è la chiusura pomeridiana?) concentrati sotto le proprie finestre. Inoltre negli edifici interessati hanno sede uno Studio Commerciale e uno studio di Medicina di gruppo i quali, soprattutto il secondo, sono costretto ad esercitare la professione, loro malgrado, in pessime condizioni. La mancanza, infine, di servizi igienici completa il quadro del degrado: il muretto di cinta che separa il giardino dalle abitazioni, viene usato come una pubblica latrina. In data 22 giugno 2013 è stato richiesto un sopralluogo al Comando dei Vigili urbani i quali, intervenuti sul posto, hanno accertato la veridicità di quanto sopra dichiarato. Sia ben chiaro e lo vogliamo affermare ad alta voce che nessuno ha nulla contro i bambini e la loro vivacità, ma non si capisce come si possa progettare ex novo, avendo a disposizione circa 3mila mq, concentrando i giochi sotto gli unici due edifici confinanti. Pertanto chiediamo che i giochi, quanto prima, vengano rimossi e posti in altra zona del giardino, creando una distanza dagli stessi simile a quella dei palazzi circostanti che hanno la strada ed il marciapiede come divisorio».

Senza concentrarmi sulle disquisizione “urbanistiche” di dove spostare i giochi, cosa che non cambierebbe molto visto che strada e marciapiede sono piuttosto stretti e i metri che separano giardino e case sono comunque insufficienti ad attutire i rumori, vorrei entrare nella questione che più mi ha lasciato esterefatto in una lettera dove la pipì sui muri completa il quadro del degrado che, intuisco, inizia dalle urla, grida e schiamazzi dei bambini che giocano.
Avrei tanto da scrivere ma, per una volta, preferisco stare zitto e parlare con una vignetta di Francesco Tonucci, ideatore del progetto “La città dei bambini” che avviammo anche a Pomezia e che, dopo due anni, dovemmo abbandonare per lo scarso interesse riposto da alcuni. Dice molto di più, e lo dice molto meglio, di quanto avrei fatto io piggiando questi tasti per centinaia di volte.

2013-09-22 21.16.54

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Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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