E’ un fatto di etica…

Finalmente ho un po’ di tempo per scrivere in un periodo che più carico di questo non si potrebbe.
Esercizio utile scrivere. Anche se quando lo faccio su questo blog è solo perché certe tensioni sono per un attimo accantonate.
Insomma, non andrei a piangere in tv per soldi, figuriamoci se lo farei pubblicamente con un post.

Ma lasciamo perdere divagazioni varie e andiamo al tema del post: etica!

Negli ultimi tempi sono accadute un po’ di cose che mi ci hanno fatto pensare. Non un discorso generale, ovviamente. Non mi ritengo di certo un filosofo e, a dirla tutta, i filosofi non li ho neanche mai tanto amati.
L’etica qui ha un’accezione molto precisa e riguarda il rapporto tra l’uomo e gli animali.
Per me è una riflessione aperta da diverso tempo e che ha trovato un suo sbocco – più o meno naturale – quando nel luglio scorso decisi di diventare vegetariano (link).
Ma quest’etica non si ferma al solo fatto di mangiare gli animali, ma va molto oltre. Riguarda il rapporto uomo-animale nella sua totalità.
Inutile negare che viviamo in un mondo che l’uomo sta plasmando in base alle proprie necessità, dimenticando tutto quello che c’è intorno. Si chiama antropocentrismo. E ci sta portando alla catastrofe ambientale.
Fino a dove l’uomo può spingersi in quest’opera? C’è un limite? E dov’è? Chi può dirlo con certezza? Insomma, se tengo una linea in mano, non so bene dove andarla a posare. Ed è qui che subentra l’etica. Quella propria, con cui ognuno deve fare i conti. O dovrebbe. Condizionale obbligato in questo e – purtroppo – molti altri casi.
Recentemente gruppi di animalisti hanno manifestato fuori dalla Rtc, azienda del gruppo Menarini, tra i colossi dell’industria farmaceutica. Lì si sperimentano farmaci su diversi animali fra cui cani di razza Beagle. Senza dilungarmi qui vi rimando ad un mio post piuttosto partigiano (link).
Qualche giorno dopo quel presidio ci fu un sit-in di fronte al parco acquatico Zoomarine.

Così mi interrogai. Mi capita spesso. E’ una cattiva abitudine e per citare Safran Foer «io penso, penso, penso, pensando sono uscito dalla felicità un milione di volte, e mai una volta che vi sia entrato». Lo ammetto, citazione colta e fine a se stessa. Ma ogni tanto ci sta bene. Se pensate che serva ad ostentare alcunché, vi chiedo scusa.
Mi chiesi di quella linea. Dove la avrei messa io e dove la avrebbero messa gli altri.
Quando penso, ammetto anche questa colpa, lo faccio senza prendere alcuna posizione. Provo ad immedesimarmi in tutte le parti. Ho un bisogno istintivo di laicità. All’inizio. Poi prendo la mia posizione e da quel momento in poi non accetto mediazioni. Anche questa diventa una colpa.
Ma non c’è cosa più brutta, credo, che interrogarsi da solo su questioni di questo tipo. Quanto amo discuterne per ore. E quanto mi manca a volte farlo. Amici dipartiti. Non dalla terra. Insomma, non oltrepassati. Ma da questa triste provincia romana.
Così ho approfittato del numero di aprile del nostro “Tempi Nuovi” (link) in fase di ideazione per allargare la discussione.
E’ stato un lavoro molto faticoso, specie perché fatto in poco tempo. Ma il risultato mi ha in qualche modo ripagato di questo duro – e gratuito – lavoro.
Così come la discussione, breve, a margine, che ci è stata durante l’incontro dello scorso venerdì a Spazio Durango (link): “Scelta Vegan. Quando cuore ed etica passano per la pancia“.
Nello sviluppare il tema ho tentato di mantenere un approccio il più possibile laico. Non credo che leggendo il mio editoriale e le domande che pongo, traspaia la mia posizione sul tema. Il motivo è semplice. Dove debba essere messa quella linea è una scelta che non può che rientrare nelle propria sfera personale.
Quello che si può fare è facilitare la discussione ma, innanzitutto, parlare di certi temi. Offrire alle persone la possibilità di porsi delle domande. E decidere…
A questo punto, se non lo avete fatto all’inizio, vi consiglio di risalire questo post e di cliccare sul link dell’altro post, quello dove spiego le ragioni per cui sono diventato vegetariano. Avrete un’idea più chiara di come la penso.

L’incontro a cui facevo riferimento, Scelta Vegan, faceva parte di un percorso di appuntamenti. Oggi c’è stato l’ultimo sulla “Comunicazione efficace” al quale ha partecipato anche il relatore dell’incontro di venerdì scorso. Così mi ci sono ritrovato a parlare. Assieme anche ad altre persone.
Ho così tanto da capire e da conoscere di questo tema che ogni occasione è per me prolifica. Proprio per questo motivo ho comprato, alcuni giorni fa, “Restiamo animali. Vivere Vegan è una questione di giustizia” di Lorenzo Guadagnucci (link e link).
Ma leggere di per sé non basta. O almeno non basta a me. Proprio per questo ho contatto l’autore chiedendogli della possibilità di discuterne a Spazio Durango. Proprio per questo ho chiesto ad altre persone (Vegane e non) di aiutarmi nell’organizzare al meglio questo incontro. Risposte tutte affermative. Manca solo la data. Che spero arrivi a breve.

Nel frattempo, di seguito la prima pagina del numero di aprile di Tempi Nuovi. Cliccandoci sopra si aprirà un .pdf. Sono le pagine dello speciale. Se vi va di leggerlo ne sarò felice. E sarò ancora più felice se vorrete lasciare tra i commenti il vostro parere.

TN 20 Aprile

Se volete leggere l’intero giornale, cliccate qui!

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Informazioni su andrij83

Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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