I nodi che vengono al pettine (riflessione politica)

Hanno vinto tutti. Ho meglio, molti hanno perso e in due hanno vinto. No, no. Tutti hanno vinto.

E’ diventato matto!, penseranno molti di voi (soprattutto quelli che hanno avuto la possibilità di leggere i miei commenti di oggi su facebook e twitter).
Ed invece no. Credo davvero che abbiano vinto tutti.
Ha vinto il Movimento 5 Stelle che è andato oltre ogni più rosea aspettativa e si candida con prepotenza a conquistare un consistente numero di comuni nel prossimo mese di maggio.
Ha vinto Berlusconi che, dato per morto, è riuscito ancora una volta a smentire tutti i sondaggi e gli analisti e conquistare il Senato (e, quasi, pareggiare alla Camera).
Ma hanno vinto anche Monti e Bersani.
Ecco, qui molti di voi non condivideranno. Ma per me, molto più semplicemente, non capite. Spocchioso? Perché no. Su certi argomenti bisogna esserlo.

Spesso si sentiva dire di come l’Italia fosse un Paese commissariato dall’Unione Europea. Vero. E l’approvazione del fiscal compact e l’inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione ne sono la più diretta conseguenza.
Entrambi questi provvedimenti sono stati approvati dal Governo tecnico di Monti, coi voti essenziali di Partito Democratico, Popolo della Libertà e Unione di Centro.

La Grecia non è lontana. Anche questo è vero. Eppure non ci insegna. Forse perché quando vedi qualcuno che sta peggio di te, tendi sempre a scacciare l’idea che tu potresti stare così a breve. Ma quel Paese arrivò a quel punto approvando pacchetti di austerità dettati dall’Europa. E anche lì, ad approvarli, fu una grande coalizione. Chiusasi quell’esperienza si andò al voto e il Pasok (l’omologo greco del Partito Democratico) sprofondò ai suoi minimi storici, attorno al 7% circa.

Quindi il Partito Democratico ha vinto perché è rimasto sopra al 20%? No, non è per questo. Ha vinto, assieme a Monti e Berlusconi, perché ha vinto un’idea che il partito di Bersani ha sostenuto. Ed è un’idea che in Italia – i dati ci direbbero – è ancora maggioritaria se sommiamo i dati delle tre coalizioni.
Tanto che, secondo tutti, con Renzi – vero portatore dell’idea liberale che ormai appartiene al Pd – il centrosinistra avrebbe vinto a mani basse (e da solo).
E lo credo anche io.
Ma c’è un discreto scollamento in questo partito tra ideologia e prassi. Mentre la prima è affine a quella del Partito Socialista Europeo, la prassi porta a proporre leader – come Bersani – inadeguati a portare avanti queste scelte.
E molti elettori fuggono. Tornano da Monti e da Berlusconi, restando sempre in quella culla ideologica.

Molti lo sanno, a Camera e Senato io ho votato Fare per Fermare il declino. Primo voto a destra dopo voti dati solo a sinistra (quella massimalista come la definirebbe qualcuno, l’unica sinistra come la definisco io).
Scelta stupida? No, scelta meditata.
Per me questo voto ha avuto un significato molto profondo. Significava dire: «ehi, voi che votate Partito Democratico (o la stampella Sinistra Ecologia e Libertà), pensate che i nostri voti siano così distanti, vero? Ed invece non lo sono. Stiamo votando per la stessa idea. Anche se io mi sono liberato di schemi mentali senza più alcuna rispondenza concreta. Ho dato un voto a destra. Voi pensate di averlo dato a sinistra. Ma se guardiamo i punti di fondo siamo sulla stessa barca: rispetto dei vincoli europei, privatizzazioni, politiche del lavoro basate su minori tutele per i lavoratori e maggiori libertà per i datori di lavoro, prosecuzione dei lavori della Tav, ecc…».
Allo stesso modo avrei potuto votare Berlusconi. Ma certo, in lui pesano giudizi che vanno oltre alla sua collocazione politica.

E lo avrei potuto fare anche se molti di voi mi diranno (come mi avete detto) che Vendola non la pensava così, che lui è di sinistra! Così tanto di sinistra da aver accettato tutti i punti detti pocanzi.

Ormai ho quasi 30 anni, sono decisamente e – credo – definitivamente precario. Per lo più senza un euro. Sto provando a fare una laurea specialistica ma, non avendo tempo per studiare come vorrei, credo che farò la rinuncia agli studi perché le tasse sono molto più onerose di quanto – al momento – mi possa permettere. E non dimentico di certo che negli ultimi 15 anni c’è stata un’alternanza pressoché perfetta tra centrodestra e centrosinistra. Con quest’ultima che ha aperto le porte alla precarietà con il pacchetto Treu; che ha svariate volte approvato missioni di guerra; che ha riformato (devastando) l’università con il famoso 3+2; che ha dato vita al maggior numero di privatizzazioni nel nostro Paese; che ha approvato riforme della previdenza (sempre peggiorative); ha approvato leggi inique sull’immigrazione; e potrei andare avanti per decine di righe, ma mi fermo qui.

Comunque dare un voto a destra è stato anche piuttosto facile vista la totale assenza di ciò che si muoveva a sinistra a queste elezioni.
In Grecia il Pasok è crollato. Ma al suo posto è cresciuta Syriza che, divenuta il secondo partito ellenico, rappresenta il punto più avanzato nella teoria e nella pratica della sinistra europea. In Italia invece non ce la si è fatta. Molto credo dipenda – oltre che dalla totale incapacità delle forze politiche – anche dalla crescita esponenziale del Movimento 5 Stelle. Ed è una cosa, questa, che mi dispiace.

Mi dispiace che un vuoto politico così netto sia stato ricoperto da un partito non-ideologico. Soprattutto conoscendo molti di quelli che nel Movimento militano arrivando da una formazione e una militanza nella sinistra, non solo partitica (grazie al cielo).

Andremo a votare a breve? 

La risposta che mi viene è: non lo so!
Un Governo di unità nazionale è possibile. Di scontri ideologici non ce ne sarebbero, come non ce ne sono stati nei lunghi mesi del Governo Monti.
E, soprattutto, eviterebbero quello che – ad oggi – rappresenta per loro il pericolo più grande: proprio il Movimento 5 Stelle.
Ci sono tanti elettori di Sel e dello stesso Pd che li hanno votati per non rifar vincere Berlusconi. Come reagiranno ora, dopo aver visto che, lo stesso Movimento, può andare a governare? E i tanti astenuti? E quelli che hanno votato Rivoluzione Civile e che tra pochi mesi non ne troveranno traccia sulle schede elettorali (e speriamo non ne trovino neanche nella storia)? E quelli come me?

In fin dei conti credo che la soluzione sia una sola nel nostro Paese: che ognuno inizi a fare riferimento alla propria area ideologica e che di conseguenza si comporti. Quindi, spero di poter dire: benvenuto Renzi, ti aspettavamo!

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Informazioni su andrij83

Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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