Andiam, andiam, andiam a votar (?)…

Mancano ormai pochi giorni al 24 e 25 febbraio, data nella quale gli italiani saranno richiamati alle urne per eleggere il nuovo Parlamento del Paese. Per noi, cittadini del Lazio, ci sarà inoltre da eleggere anche il nuovo Consiglio e Presidente regionali.

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Solitamente per me votare equivaleva ad una liberazione. Insomma sì, lo vedevo come la possibilità di cambiare realmente le cose. In dieci anni non ho mai saltato un’elezione, mai un referendum. Tante volte mi capitava di fare tardi il sabato sera e di tornare a casa anche piuttosto annebbiato. Ma nulla poteva impedirmi di alzarmi al mattino alle 9 e andare al seggio.

Tante volte ho sperato che quel voto e – a volte – la conseguente vittoria elettorale potessero davvero cambiare le cose.
Sempre, sono rimasto profondamente deluso.
Mi rendo conto che la colpa però non fu dei governi o dei partiti che tradivano i loro impegni. Semplicemente del fatto che gli impegni che assumevano e assumono sono di quanto più lontano ci possa essere da un cambiamento profondo e radicale di cui ci sarebbe bisogno.

Così, lentamente (ma inesorabilmente) mi sono staccato dalla politica parlamentare e istituzionale. Ho cominciato ad ignorare dibattiti, siti, giornali.
Non ho visto la caduta di Berlusconi come la salvezza del Paese. Non ho pensato che Monti potesse essere una soluzione.
Avvicinandomi a questa tornata elettorale avevo maturato una certezza: per la prima volta nella mi vita non voterò.

Poi c’è stato un incontro casuale con una lista che si presenterà a queste elezioni. E, forse, tornerò sui miei passi. Qual è questa lista?

Siete troppo curiosi e precipitosi. Procediamo per gradi.

L’IMPRESENTABILE CENTRO-SINISTRA
PDcerchio_ø10.epsOvvero Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà e comprimari. Nonostante la faccia di bronzo di Vendola, lo scopo del centro-sinistra in Italia (e in Europa: Blair, Zapatero, ecc…) è chiaro: portare avanti le politiche neoliberali sulle quali si fonda l’Unione Europea. Tanto che, sempre con buona pace di Vendola, il Partito Democratico – azionista di maggioranza della coalizione – ha prima appoggiato tutte le politiche distruttive del Governo tecnico di Monti, oggi invece non mette in discussione pareggio di bilancio e fiscal compact che porteranno alla distruzione di quel poco di stato sociale rimasto al nostro Paese (e non solo quello).
Non che sia una colpa voler portare avanti certe politiche, per carità. Semplicemente non ci si approfitti dell’ingenuità dei tanti che, tra pochi mesi, saranno delusi.

MONTI E ZOMBIE
scelta-civica_con-monti provecolore 5Fa tanto Beppe Grillo, lo so. Ma fanno sorridere Casini e Fini. Due politici che assieme valgono il 5% e che si sono agganciati al treno Monti-Montezemolo per rimanere in vita. Fa ridere anche il fatto che Fini – fondando Futuro e Libertà – volesse presentarsi come baluardo di quella destra europea laica e liberista e oggi sia alleato con l’Unione di Centro, partito fortemente connotato religiosamente e, tendenzialmente – visti i conflitti di interessi -, scarsamente liberale. Ma il loro compito non è vincere. Bensì andare in Parlamento e far valere deputati e senatori per un Governo a larghe intese.

L’ETERNO RITORNO DI BERLUSCONI
imagesA differenza dell’universo mondo, non giudico Berlusconi per i suoi festini. Anzi, per i festini del Cavaliere ho giudicato (negativamente e pesantemente) Santoro che ci fece tre puntate di fila all’epoca dei fatti. Lo giudico innanzitutto politicamente, visto che di politica parliamo. E il giudizio non può che essere negativo. Anche qui qualcuno ha creduto che un oligopolista carico di conflitti di interessi potesse portare avanti una “rivoluzione liberale”. Follia allo stato brado.
Se non fosse stato per un centro-sinistra così poco alternativo (in termini di scelte politiche essenziali: lavoro, istruzione, guerra, giustizia, ecc…) sarebbe morto e sepolto. Ed invece guardi Bersani e ti fa tristezza. Guardi Berlusconi e ti fa fare due risate. Le loro idee di fondo sono quelle – dell’alternanza, prassi consolidata in tutte le democrazie avanzate parlava Veltroni in tempi non sospetti – e tanto vale scegliere quello che ti fa ridere.

PIGLIAMOSE TUTTO
INGR LOGO QUARTO STATO1E7okA4Si parla con ogni evidenza di Ingroia. Nel minestrone di Rivoluzione Civile c’è anche il soggetto politico che ho sempre votato, questo va detto per chiarezza e trasparenza.
Eppure ha prevalso un’idea di sopravvivenza che, con tutta sincerità, mi sembra abbastanza fine a se stessa. Tutti contro Monti, tutti alleati. Ma poi finisce che ti allei con Di Pietro che, con tutto rispetto, è sempre stato a sinistra per il solo fatto che a destra ci fosse il suo alterego all’epoca di Tangentopoli (Berlusconi). Che assieme alla sua Italia dei Valori ha affossato la Commissione di inchiesta per i fatti del G8 di Genova che (e ci sarebbe da sbellicarsi se non fosse una pagina così buia e ancora livida di rancore) qualcuno ha addirittura riproposto.
Ammetto che inizialmente ho seguito con interesse le vicende di Alba. Poi, quando si è passati a Cambiare si può e sono entrati in campo De Magistris e gli altri ho lasciato perdere, immaginando il triste epilogo.
La scelta di Ingroia ha rappresentato il giusto sigillo ad un progetto senza capo né coda, finendo nella più classica deriva della politica: la sostituzione delle idee con la faccia di un personaggio noto.
Fatto tutto sommato comprensibile. Se mi mettessero con Di Pietro in una stanza credo che su 100 temi andremo d’accordo su 2-3. E mi sono voluto tenere largo.
In più, va detto, lì dentro ci sono quattro partiti che, se guardiamo all’Europa, rappresentano tre Eurogruppi diversi: Italia dei Valori (liberali), Verdi (i verdi, ovviamente), Rifondazione e Comunisti Italiani (Sinistra Europea).
In bocca al lupo.

L’IDEOLOGIA NON ESISTE
logo-movimento-5-stelleL’ideologia, malgrado tutto credo ancora che ci sia“, cantava Giorgio Gaber in Destra-Sinistra. Canzone che si presta a diverse interpretazioni. Per me è una critica ad un presente in cui ciò che divide Destra e Sinistra sono le sciocchezze: allacciarsi o meno le scarpe; farsi la doccia o il bagno… ma che, nel profondo delle idee, Destra e Sinistra abbiano ancora un senso.
Tutto questo ci porta al Movimento 5 Stelle. Non potrei votarlo perché non accetto l’idea di un movimento a-ideologico. Il mio voto è sempre stato piuttosto netto. Se ci fossero le preferenze avrei potuto prenderlo anche in considerazione. Così no. Non potrei, col mio voto, mandare in Parlamento qualcuno che proviene da una storia politica (anche solo da elettore) antitetica alla mia.

LA CONCLUSIONE
Mi avviavo così, orgogliosamente, al non voto.
Fatto sta che un caro amico di famiglia si presenta un giorno da noi dicendosi di essersi candidato al Senato (link). Una candidatura senza speranza, va detto. E non per la posizione, ma perché, ad onor del vero, il Partito nel quale si presenta non eleggerà Senatori (e con ogni probabilità neanche Deputati).
Che partito?
Fare per Fermare il declino. Ovvero, per farla più semplice per tutti, il movimento politico creato da Oscar Giannino.
Preso dalla curiosità mi spulcio il programma. Mi guardo dei video. Mi ascolto delle interviste e, addirittura, mi guardo delle tribune politiche dove partecipano loro esponenti.
Oh, finalmente un partito di destra liberista, ho pensato. Liberista in economia. Aperto sui diritti civili.
Magari la destra fosse tutta così. E magari anche il Partito Democratico facesse cadere il proprio velo, presentandosi per quello che è: molto simile a Fare.
Già, ma cosa condivido io con loro? Poco, vero. Sono sempre stato un elettore di sinistra. Ma, oggi, sono tanto distante da questa destra liberista, quanto da ogni cosa si muova a sinistra dello schieramento politico.
E poi, pur se certo che il mercato non funzionerà mai, mi sono sempre chiesto cosa potesse accadere in Italia se ci fosse davvero un libero mercato. Che senso ha voler essere liberisti e poi mantenere il 100% di capitale di Poste Italiane o Trenitalia? Che senso ha mantenere partecipazioni azionarie in aziende come Enel o Finmeccanica? E’ evidente che così si ostacoli lo sviluppo di altre aziende in cui lo Stato (azionista e legislatore) non c’è. Così, mosso da questa curiosità, mi sono pian piano lasciato convincere. E quindi, se il 24 o il 25 febbraio (senza fretta) mi dovessi recare alle urne, la mia scelta sarà chiara e netta: Fare per Fermare il declino!

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ANCHE IN REGIONE?
Domanda giusta. No, in Regione no, non voterò per Fare. Anche qui non sono sicuro che andrò. O voto per Camera, Senato e Regione, oppure me ne sto a casa. Non mi va di fare la scenetta del rifiutare alcune schede.
Comunque, se dovessi andare voterei Rivoluzione Civile. Quindi ti rimangi quanto hai detto? Assolutamente no. Quello detto vale anche per la Regione. Tant’è che mai avrei votato Zingaretti e compagnia.
La scelta si giustifica in maniera piuttosto semplice. E’ una scelta personale, dettata dalla persona che voterei. Persona con cui ho condiviso anni e anni di battaglie interne al Partito ed esterne del Partito. Per cui provo una stima infinita a livello umano e politico. Che ho visto all’opera e che so quanto valga.
E’ Maurizio Spezzano (link).
Ed è anche un consiglio…

spezzano

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Informazioni su andrij83

Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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