Più di un bisogno…

Da quanto tempo leggo con costanza? 15, 16 anni? Ricordo ancora i miei primi libri. Ricordo si fa per dire. Dopo così tanti anni e così tante altre pagine passate davanti ai miei occhi, nella mia mente e in alcuni casi nel mio cuore, ricordare è difficile. Tante volte mi sono detto che forse qualcuno di quei libri dovrei rileggerlo. Così, anche solo per vedere se le sensazioni sono cambiate. Non lo ho mai fatto però. Troppi libri ancora da leggere per la prima volta per pensare di concedersi ad una rilettura.

Qual è il tuo autore preferito? Di fronte a domande come queste solitamente si va nel panico. Ed è un panico che prende anche me. Troppi libri, troppi autori hanno lasciato segni indelebili nella mia vita. Eppure, se ci penso bene, senza paura di fare torto a nessuno di quelli che amo e ho amato, potrei dire che il mio scrittore preferito è Jean-Claude Izzo.

Ho letto i suoi romanzi tutti d’un fiato. E tutti hanno lasciato un segno nella mia vita. Ogni volta che un suo libro mi capita tra le mani non posso che sentirmi triste. Triste per il fatto che Izzo è morto nel 2000, appena affaciatosi nel nuovo millennio, «abbattuto da due stecche di sigarette in pieno petto» come scrive un altro scrittore marsigliese, René Frégni, tra le dediche di un suo stupendo libro. Triste nel pensare che non potrò leggere più nulla di lui.

Amo Izzo perché ogni suo libro lo ho trovato affine al mio carattere. Per spiegare cosa ciò significhi basta citare lo stesso autore: «mi dicono a volte che i miei libri sono neri e pessimisti, ma il più bel complimento che spesso mi hanno fatto è dirmi che quando si finisce di leggerli viene una maledetta voglia di vivere».

I personaggi di Izzo sono capaci di un romanticismo così puro da sembrare un’utopia. Ed è questo che lascia veli e strascichi di tristezza nelle loro vite, a volte fino a distruggerle. Ed è per questo che Le Monde scrive come «con i libri di Jean-Claude Izzo ogni volta succede la stessa cosa: c’è sempre un momento in cui non sappiamo perché stiamo piangendo. Izzo è innanzitutto questo: un’emozione fondamentale… un’insuperabile malinconia». E del romanticismo non ti liberi, è impossibile. Anche se questo porta con sé malinconia. Ma la malinconia qui non è depressione, ma voglia di vivere ed essere felice.

In questi giorni ho risentito la necessità fisica di rileggere i libri di Jean-Claude Izzo. Così li ho ricomprati (non erano miei quelli che lessi), assieme ad un altro libro che ho amato e ho regalato ad una persona, e da qualche giorno sono qui, sulla mia scrivania, ad aspettare di essere di nuovo amati, così come accadde pochi anni fa quando incontrai per la prima volta questo scrittore.

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Informazioni su andrij83

Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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