Circumciclazione dell’Argentario. Consigli, sconsigli, avvertenze

Tornato poco fa a casa dopo quattro giorni di campeggio e di annesse pedalate nella zona dell’Argentario (Capalbio, Orbetello, Ansedonia…).

Tornato dopo che ieri ho circumciclato Monte Argentario. Un’esperienza sicuramente, nel bene e nel male. Ed è proprio per questo bene e male che scrivo questa piccola guida per chi volesse cimentarsi in questa avventura. Non so se altri ne esistono in giro, comunque, meglio una in più.

Partiamo da me. E non è egocentrismo ma solo uno spunto fondamentale per capire come prendere quello che scriverò.
Sono arrivato al giro in bici dell’Argentario con circa 700 km. nelle gambe. Ultimamente non ne avevo fatti molti a causa di un problema ad un tendine. Con questo chilometraggio nelle gambe mi sono presentato a questa sfida.

Sono partito in bici da Orbetello. Praticamente da appena fuori le porte della città. Fino a Porto Santo Stefano la strada è una statale, molto bella, poco impegnativa e con un traffico che a me non ha creato problemi. Una volta arrivati nel centro abitato lo si attraversa (io l’ho fatto passando nel porto) e poi si seguono le indicazioni per la Panoramica. C’è una bella salita, decisamente ripida di 300 metri. Arrivati su inizia la Panoramica vera. Strada bellissima, panorama suggestivo, immersi per quasi tutto il tragitto in mezzo ai boschi. La strada sale sempre leggermente ma nulla di devastante. Si riesce ad andare avanti del proprio ritmo senza stressarsi troppo. Ci sono anche delle piccole discesette, tanto per rifiatare un po’.

Se il percorso è così, sarà una passeggiata si pensa a quel punto.

Se il percorso fosse così.

Ad un certo punto infatti si arriva ad un tornantino dove sulla destra c’è una discesa per “Cala piccola“. Subito dopo un cartello che dichiara finita la strada Panoramica-Porto Santo Stefano. Di lì in poi scordatevi la bella passeggiata. A farvi subito un’idea di quello che vi aspetta c’è un picco ad una percentuale bella discreta. Si fa fatica. E non è nulla. Da quel momento in poi la strada sale inesorabilmente. Tratti abbastanza costanti come pendenza inframezzati da vere e proprie rampe. Arriverete ad un incrocio dove non ci sono segnali. Andando a sinistra la strada è in discesa, a destra si continua a salire. Nonostante le gambe vi invitino a prendere a sinistra, purtroppo il percorso giusto è quello che sale. Si va avanti ancora per un po’ e finalmente si arriva ad un valico dove inizia una bella discesa. Riuscirete a fare anche un po’ di velocità se vi piace. Io sono arrivato a 63 km/h. Il mio consiglio è tuttavia di non esagerare. La strada non è sicuramente delle migliori. Facendo il tratto in salita rendetevi conto del tipo di asfalto e comportatevi di conseguenza. Arriverete alla fine della discesa ad un altro bivio. Se girate il tornate scenderete in una cala (ed è una strada chiusa). Se volete proseguire andate dritti (siete in località La Torretta). Lì c’è un’altra discesa con piccoli rettilini e frequenti tornanti. Nel giro di poche centinaia di metri scendente di molto. Vi riavvicinerete al livello del mare dopo che sarete stati sempre ben al di sopra dello stesso. Dato che la discesa è molto ripida vi consiglio di tenere i freni sempre tirati, altrimenti rischiate di non riuscire a fare i tornati (molto motlo stretti) senza invadere l’altra corsia. Finito questo tratto continua una leggera discesa. A questo punto sarete (o almeno io mi sono sentito così) leggermente speranzosi, ma anche piuttosto preoccupati. Speranzosi che la strada non salga più o comunque non alle pendenze con le quali siete scesi. Preoccupati perché vi siete già fatti un’idea del percorso (da Orbetello saranno passati già circa 30 km) e quindi sapete che, purché la speranza sia l’ultima a morire, stavolta non avrà vita facile. Ed infatti, finita la discesetta, vi si presenta davanti un muro. Ora, da nessuna parte sono riportate le pendenze, ma una discreta esperienza da ciclista mi ha fatto capire che alcune di queste rampe erano sicuramente attorno al 18%. Le parti così dure non sono mai molto lunghe. Ma anche quando sono 100 m. lasciano le gambe appesantite e non accade praticamente mai che la strada spiani, semplicemente si fa meno difficile. Questo è il tratto in assoluto più duro del giro. E non solo perché le gambe sono un po’ appesantite dagli sforzi che avrete fatto. Ma perché i picchi con pendenze proibitive sono molteplici e fanno male davvero. Oltretutto la bella vegetazione della prima parte del percorso sarà solo un ricordo. Qui di alberi ce ne sono pochissimi e quindi vi toccherà pedalare sotto al sole (cocente se fate il giro in agosto).

Il mio consiglio è: non fate gli eroi. Se non ce la fate scendete dalla bici. Fate il tratto più duro a piedi e poi risalite.

Quando siete molto alti sul livello del mare e vi accorgete di essere ormai prossimi alla vetta, arriva un’altra sorpresa. 4 km di strada dissestata. Così recita il cartello. In realtà una strada dissestata è una cosa, una distrutta è un’altra. E questa è a pieno titolo qualcosa di assurdo. Un lungo sterrato pieno di sassi e per nulla battuto. Il che crea un problema grande se non si è arrivati con il mezzo giusto.

Tornare indietro sarà impossibile. Sempre da Orbetello avrete percorso 36 km. Il tragitto totale per me è stato di 53 km. E poi non avrete il coraggio di ripercorrere a ritroso la strada, questa è una certezza. Per questo il mio consiglio è di tentare di bilanciare le varie esigenze che il giro dell’Argentario prevede. Assolutamente sconsiglio la bici da corsa. Utilissima per i restanti 49 km. vi renderebbe un inferno questo tratto sterrato. Non è per esagerare, ma sono davvero pochi i tratti in cui potrete stare sulla bici. Per il resto rischiereste di forare e soprattutto di cadere, sia in discesa, che in salita. La mountain bike sarebbe invece perfetta per questo tratto. Anzi, diventerebbe addirittura divertente. Ma il peso di queste bici rischia di farvi diventare un calvario tutto il restante percorso. Io personalmente sono andato (inconsapevolmente, ma alla fine è stata la scelta giusta) con la bici che avete visto nella foto. Una via di mezzo tra una bici da strada e una mountain bike. Ruote assolutamente da strada ma più larghe rispetto a quelle di una bici da corsa. Nei tratti in discesa dello sterrato questa scelta mi ha dato l’opportunità di stare in bici, percorrendoli sempre a velocità ridotte (praticamente mai più dei 10 km/h) e in piedi con il peso caricato sui pedali onde evitare di appesantire le due ruote e quindi di forare o fare danni anche peggiori come squarciare un copertone. In altri tratti troppo rovinati o in salita sono invece dovuto scendere e portarla a piedi. E questo sarebbe un altro problema della bici da corsa sulla quale si utilizzano gli scarpini che ti agganciano al pedale. Assolutamente sconsigliati. Pensate farvi 4 km a piedi, in una strada piena di sassi, con i tacchetti dello scarpino. Non lo augurerei neanche al mio peggior nemico. Per cui il compromesso giusto anche qui è un pedale senza agganci e delle comode scarpe da ginnastica.
Finito questo tratto c’è una ripidissima discesa in asfalto. Poi il tratto in sterrato riprende, sempre in discesa, sempre con pendenze importanti e si arriva ad una nuova cala. Lì dovrete girare a sinistra e vi trovate davanti un altro rampone. Sinceramente? Sono dovuto scendere dalla bici e, anche nel farlo a piedi, ho avuto il bisogno di fermarmi un paio di volte all’ombra di un albero per riprendere fiato. La consolazione è però che è l’ultima asperità. Nel mio caso è stata una consolazione quando lo ho capito una volta arrivato a Porto Ercole. Di lì in poi la strada sale per ancora poche centinaia di metri (pendenze ultrapedalabili) e poi inizia la Panoramica-Porto Ercole. La strada si fa bella e soprattutto è una lunga e veloce picchiata fino alla zona abitata. Anche il panorama e mozzafiato. Infatti alla vostra sinistra vi si apre il mare dell’Argentario che potrete apprezzare in tutta la sua bellezza. Una volta arrivati in città mancano davvero pochi chilometri per finire il giro. La strada sale e scende, ma tutto, visto quello che si è affrontato, è assolutamente piacevole. Potete anche giocarvi tutte le vostre ultime energie se vi fa di fare un po’ di velocità. In alcuni tratti in pianura sono arrivato fino a 30 km/h.Cosa questa che mi ha lasciato la convinzione che la fatica del tragitto e l’essere sceso di bici in tre occasioni non erano dovuti al poco allenamento, bensì all’estrema durezza del percorso.

Come accennavo alla fine il mio contachilometri ha segnato 53.1 km. La fatica è stata tanta, ma tanta è stata anche la soddisfazione. Certo è che se avessi saputo delle tante difficoltà non so se la mia parte razionale avrebbe vinto facendomi rimandare questa circumciclazione.

Spero che questa piccolo guida possa essere utile a qualcuno. Per come la vedo io il percorso va fatto solo se si hanno non meno dei 700 km. che avevo io nelle gambe. Posto che non siano i primi 700 km. della vostra vita. Bisogna avere una discreta esperienza e conoscenza di se stessi per non rischiare di rimanere bloccati ad un tratto del percorso. Almeno in un’occasione in cui sono sceso di bici, infatti, sapevo che avrei potuto non farlo. Ma sapevo anche che avrei pagato con un’accumulo troppo grande di acido lattico nelle gambe questo mio sforzo e, non sapendo cosa mi aspettava, ho preferito salvaguardarmi.
Ovviamente poi più superate la soglia dei 700 km. meglio sarà per voi.
Allenatevi anche sulle salite prima di andare perché se non siete abituati, anche con tanti chilometri percorsi, rischiate che vi spezzino fiato e gambe.

Altro consiglio riguarda l’acqua. Trovate un modo per portarvene dietro il più possibile. Una volta usciti da Porto Santo Stefano fino a Porto Ercole non troverete un bar per la strada (e parliamo di 30 km impegnativi). Infatti i bar sono solo nelle cale ma, come suggerisce la parola, queste stanno molto più in basso di quanto sarete voi. Spesso neanche le vedrete perché chiuse da cancelli di alcuni consorzi con pressoché invisibili accessi pedonali. E poi c’è il fatto che scendere di 5-600 metri su strade a forte pendenza dovendole poi risalire non è il massimo. Io ero arrivato ad un certo punto che mi stavo decisamente preoccupando avendo davvero ancora solo due sorsate di acqua nella borraccia. Alla fine della discesa della Torretta ho trovato una guardia giurata e gli ho chiesto se ci fosse un bar nei paraggi. Mi ha indicato il cancello a cui faceva da guardia e mi ha detto che giù c’era una cala pubblica con un bar. Sono quindi sceso (solamente 400 metri) e oltre a comprare una bottiglia da 1 lt. e una da 0,5 lt. mi sono anche fermato al mare e concesso un bagno.
Trovare la guardia giurata è stata una fortuna davvero. Dopo poche centinaia di metri iniziava la parte più dura di tutta la strada. Ed esserci arrivato senza acqua sarebbe stato davvero un grosso problema. Alla fine ho bevuto 2.5 lt. di cui 0.5 lt. con un prodotto reidratante.

Ultima cosa, a cui non molti pensano (compreso il sottoscritto), se fate il giro in un giorno caldo, mettetevi la crema solare. Fortunatamente io la avevo dietro per l’intenzione di fermarmi al mare. Nonostante tutto ad un certo punto le mie braccia e le mie ginocchia erano rosse e bruciavano (ho applicato la crema tre volte). Quindi se riuscite a portarla con voi per riapplicarla anche durante il percorso, non sarebbe così male.

Detto questo, mi sembra tutto. Per cui, buona pedalata e buona circumciclazione!

—————-

Le foto:
– la prima foto è un tratto della prima parte del percorso. Si è ancora sulla Panoramica-Porto Santo Stefano. Quella sullo sfondo è l’Isola del Giglio.
– la seconda e la terza foto sono due tratti dello sterrato. Per farvi capire anche con immagini di cosa parliamo!

Annunci

Informazioni su andrij83

Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a Circumciclazione dell’Argentario. Consigli, sconsigli, avvertenze

  1. marcobonatti47 ha detto:

    Ho trovato molto utile, interessante e divertente il tuo racconto: in giugno sarò da quelle parti e farò tesoro dei tuoi suggerimenti. Sarò lì con una MTB non ammortizzata, con una bella tripla che mi permetterà (credo) di affrontare e superare tutte le difficoltà che hai descritto.
    Non vedo l’ora di farmi delle grandi scorpacciate di sole, cielo, bici e mare 😉
    Grazie
    Marco

  2. Marco ha detto:

    Eccomi qui 😉 Dopo 5 circumciclazioni dell’Argentario (più altrettante ascese a Punta Telegrafo) ho anch’io le mia bella collezione di ricordi che conserverò con piacere e nostalgia! Per la prima circumciclazione, fatta in pieno pomeriggio a giugno, ho tenuto bene a mente i tuoi consigli, sconsigli ed avvertenze 😉 Dalla seconda in poi mi sono un po’ lasciato andare, anche perché, tutto sommato, la parte impegnativa è di circa 25 km, i restanti 15 (io alloggiavo a Porto Santo Stefano) sono su asfalto più o meno scorrevole. Per vari motivi che ho esposto nel mio sito (http://www.marcobonatti.it/contenuti/ciclo/MTB_Argentario.php) mi è piaciuto di più il giro in senso contrario a quello seguito da te. Che dire… panorami da favola e tanto silenzio, a parte le cicale! 🙂

  3. Ilaria ha detto:

    😂😂…fantastica descrizione..fatto ieri 18/08/2016 Da Capalbio nel senso contrario al tuo…bici ibrida e allenamento praticamente nullo!!! Ce l’ho fatta💪…ma quando un alpinista ciclista va al mare (il mio compagno) e dice “giro tranquillo ma divertente” è la stessa storia.
    Ciao Ila

  4. Silvano ha detto:

    Ciao … fatto il giro in pieno Agosto 2016 con bici da corsa, 4 km di sterrato a piedi, tacchette da buttare. Assolutamente fantastico ma attenzione ad essere preparati ed atrezzati … non è un giretto panoramico … è una vera pedalata !!!

  5. giampiero fiorillo ha detto:

    fatto ieri, 07/2017, bello, faticoso ma solo per persone allenate… non per bici solo stradali, almeno per lo sterrato… spero di rifarlo presto…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...