Pomezia e le sue piste ciclabili

Premetto, per chi è di Pomezia, che il titolo non ha nulla di sarcastico.

Oggi sono andato, come spesso accade negli ultimi tempi, a fare la spesa in bici. Dopo avrei voluto bermi una birra ma i due posti che abitualmente frequento erano entrambi chiusi per ferie. Così ho desistito. Ero quasi a casa quando, visto soprattutto il fatto che fosse presto, mi è venuta in mente l’idea che mi balenava da un po’ in testa: un’attenta disamina (e denuncia) delle piste ciclabili a Pomezia.

Sempre chi, come me, è di Pomezia, penserà: «nulla di più semplice, una cosa di un secondo, vista la modesta quantità di percorsi dedicati alle biciclette». Ed in parte questa sarebbe un’ottima osservazione. Ma in parte. Infatti, nonostante le piste ciclabili siano in quantità risibile, i difetti che accumulano sono decine e decine.

Questo è un post in divenire che sarà completato man mano con l’aiuto di foto e video.

Oggi si parte con il primo. E si parte con un tratto della pista ciclabile terminata pochi mesi fa nel quartiere denominato Nuova Lavinium (o per i pometini di vecchia data come me, molto più semplicemente “la 167“).

Il video. Poi vi segnalo i difetti!

Allora? Li avete notati? Cominciamo subito. Prima cosa (al min. 0:15 e 0:42) l’attraversamento è solo pedonale e non ciclabile. Ciò significa che, venendo da un tratto ciclabile per riprendere un altro tratto ciclabile, bisognerebbe scenedere dalla bici e attraversare a piedi.
Seconda cosa, ed è la più folle di tutte, (al min. 0:20) subito dopo l’attraversamento pedonale per riprendere un altro tratto di pista ciclabile si deve salire sul marciapiede, fare lo slalom tra due paletti e solo dopo si arriva a prenderla.
Il video poi ha un salto fino all’altro attraversamento pedonale e non ciclabile che avevo già segnalato su. Si arriva quindi in un altro tratto. La follia qui è la seguente: la pista ciclabile taglia i vialetti di accesso ad alcuni palazzi. Nessun problema in effetti. Se non fosse che, probabilmente, servirebbe un cartello di precedenza ai pedoni. O quanto meno una segnaletica orizzontale. Poi si arriva alla fine. Ed è proprio la fine. Ed è proprio l’idea che Amministrazioni locali e politici miopi hanno della bibicletta. Ovvero uno strumento di diletto e non un mezzo di trasporto privato. La pista ciclabile in questo contesto non ti deve portare da nessuna parte. E’ fatta, sta lì per quei pochi che vogliono fare su e giù per il quartiere. Quindi finisce con quello slargo, dal quale non è neanche contemplato scendere per riprendere la strada. Infatti tutto intorno c’è un pezzo di terra (neanche troppo battuta). Per scendere bisogna tornare un po’ indietro, infilare un vialetto di accesso al palazzo, andare sul marciapiede e scendere dalla prima discesa per i disabili.

Questi in breve sono difetti che si ritrovano anche negli altri pezzi della pista ciclabile, i cui video caricherò nei prossimi giorni.

Di chi è la colpa? Visto che avevo seguito la costruzione di questa opera da giornalista, causa alcune polemiche tra cittadini e amministrazione (non per le questioni sollevate da me qui), ripercorriamone la genesi. Un amministratore idiota (e ce ne sono in una discreta misura) potrebbe obiettarmi il fatto che questa pista ciclabile è stata costruita con fondi regionali su progetto non proprio. Infatti l’opera è stata progettata gratuitamente da un ingegnere che si è messo a disposizione del Comitato di Quartiere del posto, allo scopo di creare un percorso ciclo-pedonale sicuro. Il tutto è stato presentato all’Amministrazione che lo ha scelto tra diversi progetti e, a sua volta, presentato alla Regione Lazio nell’ambito di un bando che metteva a disposizione fondi per la progettazione partecipata. Il problema è che, ad esempio sugli attraversamenti ciclabili, non serve un genio e non serve neanche che ci fossero nel progetto. Hai fatto una pista ciclabile? Viene interrotta da un attraversamento? Prendine atto e disegna per terra delle strisce per le bici! Bisogna salire sul marciapiede pedonale per prendere un tratto? Mi sembra una follia no? Progetto o non progetto, cerca una soluzione.
Sarebbe troppo semplice far ricadere la colpa su altri che, comunque, senza guadagnarci nulla (in termini materialistici) qualcosa stanno provando a fare per la propria città.
Ed invece nulla. Miopia? Idiozia? Disinteresse? Qualunque sia la causa, mi sembra già una buona ragione per non votare certa gente!

Continuerà con altre cose truci. Non è che l’inizio!

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Informazioni su andrij83

Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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3 risposte a Pomezia e le sue piste ciclabili

  1. salvatore pignalosa ha detto:

    Buona la tua l’iniziativa che va tra il giornalismo e la propaganda. Sulla progettazione di una pista ciclabile ci sarebbe da dissertare, come degli aggiustamenti in loco in fase di attuazione. Non credo che il Comitato Nuova Lavinium sia stato successivamente coinvolto perché, conoscendo i modi dell’Amministrazione, le cose si fanno solo per una misera ed esclusiva uscita sul Il Pontino. E’ cosa nota che questa Amministrazone, come le precedenti, ha poca dimestichezza con l’ambiente e la Natura. In questo caso, la pista ciclabile è stata fatta con massetto di cemento e rete elettrosaldata + un bel manto di asfalto. Una perfetta impermeabilizzazione che sui poteva evitare. Asfalto e cemento, quanti pensieri evoca. Buona passeggiata. Da oggi andrò in giro in bici armato di una fotocamera così contribuirò al tuo dossier. Ciao

    • andrij83 ha detto:

      Ciao Salvatore, sempre ben accetti i tuoi contributi! Comunque ci stiamo muovendo e riusciremo a smuovere la cosa per avere più piste ciclabili e, soprattutto, fatte come si deve!

  2. stefano ha detto:

    ciao, avrei qualche domanda da porti riguardo le piste ciclabili di pomezia e limitrofi, non ho trovato una mail, dove posso scriverti in privato? grazie ciao.

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