Strani incontri

Parlando di strani incontri si può parlare di persone (ed è successo tante volte), ma non solo. Si può parlare anche di libri. Ed è quello a cui mi riferisco in questo caso.

Spesso quando non ho nulla da fare o devo temporeggiare prima di fare qualsiasi cosa, amo andare in libreria. Guardarmi attorno, sfogliare qualche libro, fare due chiacchiere. Così è accaduto a gennaio dello scorso anno. Giro un po’ ma non trovo nulla che mi chiamasse. Così mi metto a parlare con la mia amicicia che in libreria lavora. Sta facendo le rese. E tra i libri da rimandare indietro, dopo chissà quanti mesi di polvere, ne scorgo uno con la copertina che mi incuriosice. Gli chiedo se può farmelo guardare. Mi ritrovo così tra le mani “Estate” di René Frégni. Lo sfoglio. Leggo la quarta di copertina, compresa la biografia dell’autore. Casa editrice “Meridiano Zero” e la scritta che campeggia in basso nella copertina “Noir” mi convincono. E poi costava solo 7 €. Ne avevo spesi molti di più per libri che alla fine si sono rivelati una mezza delusione.

Torno a casa e lo inizio subito. E’ una folgorazione. Non il miglior libro che abbia mai letto, bisogna essere chiari. Ma un libro che non può non essere letto. Questo quanto avevo scritto all’epoca su anobii: “L’estate è la stagione dell’amore. Un amore morboso, violento. Un amore che nasce sugli scogli della Provenza e che presto diventa follia, dolore e gelosia, fino a trascinare un uomo negli abissi di se stesso, trasformandolo in un assassino.
Un noir che racconta l’amore questo di Frégni. Un amore nero come la morte”.

Così preso, cerco su internet qualche informazione in più sull’autore e, soprattutto, altri suoi libri. Scopro così che il suo capolavoro è “Nero Marsiglia“. Lo voglio. Eppure, dopo poco, preso da altre letture, quasi me ne dimentico. Che errore posso dire oggi. E lo posso dire perché dopo oltre un anno mi ricordo di quella promessa che mi ero fatto e compro il libro che per tre mesi sta sullo scaffale dei libri in coda. Fino a quando, il giorno di Italia-Germania, preso dalla non voglia di vedere la partita, lo inizio a leggere.

Rapito! Coinvolto! Distrutto! “Nero Marsiglia” ha definitvamente eletto René Frégni ad uno dei mio scrittore di riferimento. Impossibile non amarlo per chi ha amato visceralmente Jean-Claude Izzo. L’Izzo dei tre libri di Fabio Montale, ma anche e soprattutto visti i toni di questo romanzo, l’Izzo de “Il sole dei morenti“.

In attesa di una recensione più accurata che verrà pubblicata su un blog ad hoc sul quale scrivo, quello che ho scritto di getto su anobii: “Su questo libro ci sarebbero decine di cose da scrivere. Note sul libro, sull’autore, così come esperienze personali che mi hanno portato a leggerlo.
Quello che posso dire con certezza, in attesa di recensirlo in altri lidi, è che Frégni è sicuramente uno scrittore che andrebbe riscoperto, letto, assaporato. Per chi già ama Jean-Claude Izzo, non si può non amarlo. Le tinte fosche, l’angoscia della scrittura. Tratti comuni di entrambi gli autori. Se fino a poche ore fa credevo che il libro più terribile che avessi mai letto fosse “Il sole dei morenti”, ora sono certo che è proprio questo “Nero Marsiglia”. Un’angoscia che ti spinge, anche con qualche lacrima, a voler chiudere il libro dopo 30 pagine. Tentazione alla quale si resiste solo nella speranza che in qualche modo le cose si possano sistemare. E allora la stessa angoscia ti spinge in una lettura affannosa, ad ingoiare pagina dopo pagina, nella speranza che la fine del libro sia anche la fine di questo stato d’animo.
Questo e molto altro è “Nero Marsiglia”.
Mai come questa volta una lettura terribilmente fondamentale“.

Buona lettura!

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Informazioni su andrij83

Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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