Pensieri (non) miei: Le belve

Guardavo alcuni spezzoni di uno spettacolo di Bill Hicks e mi è tornata in mente un utile compendio. Che a sua volta mi ha fatto venire in mente tanti anni felici della mia vita. Messi per un attimo da parte, ma non per sempre.

«Il mondo dei vini si divide sostanzialmente in rossi e bianchi (ma non la tireremo in lungo con questo, perché gli intenditori di vini sono odiosi quasi quanto gli amfetaminici. Ogni grande seduta di degustazione di vini dovrebbe finire con un bel calice di arsenico).
Il mondo della Cannabis si divide sostanzialmente in indica e sativa. Per non farla lunga, la Cannabis indica ha più Cbd che Thc, mentre per la sativa è il contrario.
Capito?
No, a meno che non siate del ramo non avrete capito, perciò è meglio dare qualche definizione (e no, non ci sarà un quiz alla fine, perché qui siamo nel regno degli sballati cronici).
La sigla Cbd si riferisce a una sostanza vegetale chiamata cannabidiolo. Mentre Thc è l’acronimo di tetraidrocannabinolo, ovvero delta-9-tetraidrocannabinolo.
Se non siete Ben e Chon non importa che sappiate queste cose, ma per capire la ditta Ben & Chon dovete comprendere che le miscele di Cannabis de genere indica (più Cbd, meno Thc) producono uno sballo sonnacchioso, pesante, calmante. Il genere sativa invece (più Thc, meno Cbd) ti manda su di giri il cervello e il basso ventre.
In termini di energia:
Indica = poca energia. Ti butti sul sofà e ti addormenti davanti a una trasmissione qualsiasi, perché cambiare canale costa troppo sforzo.
Sativa = molta energia. Sul sofà ti fai fondere il cervello a furia di seghe, poi inventi la meccanica del moto perpetuo, o almeno ci provi, intanto ridipingi il soggiorno.
Come i conoscitori di vini blaterano tutto il tempo di questo Merlot o di quel Beaujolais, provenienti da questo o quel vigneto del cazzo, così gli sballati cronici si entusiasmano per le diverse miscele di indica e sativa, esaltandone il gusto, l’aroma, ma soprattutto l’effetto. Ed è nel trovare la miscela perfetta che soddisfi il gusto individuale che sta l’arte del bravo coltivatore».
Le belve, Don Winslow, Einaudi, pag. 49

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Informazioni su andrij83

Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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