Io, il venerdì di repubblica e la potenza del web

Il world wide web ha cambiato il mondo. Se in meglio o in peggio non saprei. Di certo, come ogni altro strumento, ciò dipende dall’uso che se ne fa. La stessa cosa è per la più alta espressione di scambi sul web: i social network. Quante volte li maledico quando mi si intasano le diverse bacheche con inutili idiozie. E’ innegabile che una buona percentuale di persone – almeno secondo il mio personalissimo punto di vista, non ho mai pensato di poter generalizzare i miei pensieri all’universo-mondo – faccia un uso di questi strumenti al limite dell’inutile.

Eppure, se utilizzati bene, diventano elementi preziosi. Luoghi di scambio per novelli  bohémien, liberi di vagabondare senza limite spaziali e temporali. «La differenza tra la metropoli ottocentesca e quelle contemporanee – scrive Massimo Canevacci nel suo Sincretismi – è che queste sono attraversate e incrociate costantemente da soggetti diasporici che non è possibile fermare con la forza né con le leggi. Non solo. Tali sempre nuove soggettività diasporiche innestano sincretismi comunicazionali inquieti e inquietanti. […] Il soggetto diasporico non è più connesso con la sua matrice “etnica” (ebrea, africana, armena, eccetera): è un soggetto disconnesso che sceglie di attraversare i flussi metropolitani e comunicazionali mettendo in discussione ogni solida configurazione di ciò che è stato razzializzato, etnicizzato, sessualizzato da parte della logica classificatoria dell’Occidente. […] Per questo la metropoli comunicazionale – nello stesso tempo tutta materiale e tutta immateriale – si è estesa lungo vaste aree di conturbamento ben precisate dal termine sprawl, la cui esposizione transnazionale e transterritoriale ne determina l’importanza non solo produttiva quanto anche percettiva, emotiva, valoriale. Insomma lo sprawl comunicazionale ha sensi plurimi e multisequenziali che lo innesta a nuove tecnologie e nuovi sincretismi attraverso mutanti panorami urbani e creatività antropofagiche che rimasticano stili, incrociano vari codici, rigenerano ogni sguardo». E internet e i suoi flussi di comunicazione sono molto simili alla metropoli diasporica di cui Canevacci parla. Una metropoli immateriale e costantemente in movimento. Dove gli incontri sono all’ordine del giorno. Incontri virtuali che poi diventano reali.

Ed è in questa metropoli che è avvenuto l’incontro da cui è scaturita la mia collaborazione su “il venerdì di repubblica“. Una collaborazione iniziata venerdì scorso, intanto con delle piccole brevi.
Il tutto è nato da un articolo che Paolo Casicci ha scritto sul primo numero di luglio del giornale. Un articolo dove citava un mio post pubblicato su questo blog (link alla pagina in questione). A questo articolo ha fatto seguito uno scambio di e-mail e un paio di telefonate. Da lì è nata questa collaborazione il cui primo frutto è questo:

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Informazioni su andrij83

Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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