Gira il cetriolo, ma finisce sempre nello stesso posto. (Più un perché).

Ora mi chiedo, perché i neo-liberisti non sono mai coerenti con loro stessi? Come si sarà capito, anche da altri post, io mi sento ben distante da questa dottrina politico-economica. Ma forse, se ne fossi vicino, sarei ancora più critico.
Uno dei fulcri del pensiero neo-liberista è la totale fiducia nel mercato. Mercato che, lasciato senza vincoli (la faccio spicciola, ma non troppo!) si autoregola garantendo il benessere dei cittadini.
E va bene il mercato e va bene la concorrenza. E Vanno bene quando si vuole privatizzare l’acqua. O la sanità. O le pensioni. Quando si propongono decine e decine di contratti di lavoro atipici.
Ed invece non va bene in altri casi, come ad esempio il mercato dei libri.

Dal prossimo 1 settembre 2011 infatti sarà proibito applicare sconti superiori al 15% nella vendita di libri. E’ questo il frutto di una legge bipartisan approvata recentemente dal Parlamento. Bipartisan perché promossa da Riccardo Levi (Pd) in qualità di primo firmatario e da Franco Asciutti (Pdl) in qualità di relatore. Una legge fatta per difendere piccole case editrici e piccole librerie soffocate dalle major.
E gli intenti sarebbero nobili, se non fosse che a rimetterci, come al solito, saranno i lettori. Il cetriolo che gira e che finiscono sempre per prenderselo gli stessi.
Attenzione, come dicevo prima, io non sono di certo un neo-libersita e la sopravvivenza delle piccole case editrici (di cui sono un lettore) e delle piccole librerie (di cui sono un frequentatore) mi sta a cuore. Sono certo che se non ci fossero queste, molti dei libri che ho letto in questi ultimi anni (e giorni) non sarebbero probabilmente mai stati editi. Ma se ho letto e comprato tanti libri, è stato anche perché potevo accompagnare l’acquisto in una piccola libreria a prezzo pieno (o con piccolo sconto), all’acquisto su ibs a prezzo fortemente scontato. Con la legge Levi-Asciutti invece, l’unica sicurezza che ho è che dal 1 settembre acquisterò meno libri, a scapito anche delle piccole case editrici e delle piccole librerie che questa vorrebbe difendere.
Insomma, c’erano altri metodi, secondo me molto più utili (lo ripeto questa legge a mio parere sarà un boomerang), che si potevano adottare. Ad esempio degli incentivi statali per le piccole case editrici e degli sgravi fiscali per le piccole librerie. Un provvedimento molto poco neo-liberale, ma del resto da sempre io sono anche uno strenuo difensore dei finanziamenti alla stampa, l’unico modo per far sopravvivere più voci e tutelare tutti i cittadini-lettori, uno dei compiti più alti che una democrazia dovrebbe darsi.

Il Parlamento neo-liberista a giorni alterni ha deciso diversamente. E il cetriolo non è mai stato così fermo e saldo nel suo cuneo come di questi tempi.

P.S. La foto è della mia libreria. Purtroppo, avendo finito lo spazio, in molti casi ci sono due file di libri e quindi se ne vedono molto meno di quanti ce ne sono.

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Informazioni su andrij83

Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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3 risposte a Gira il cetriolo, ma finisce sempre nello stesso posto. (Più un perché).

  1. Dun Hill ha detto:

    Se ne vedranno pochi ma sempre a senza acca hai scritto.
    Dun Hill

    • andrij83 ha detto:

      Corretto. Mancava la rilettura. E, stranamente, mi sembra che nonostante ciò le virgole (altra mia pecca senza una sana rivistazione dello scritto) siano tutte al loro posto.
      Tra l’altro mi sono anche dimenticato di aggiungere i tag. Lo faccio ora!

  2. Pingback: Un mese di libri (e fiere) | (in)fausti pensieri

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