Concorrenza, questa sconosciuta

Qual è (o almeno quale dovrebbe essere) la base del sistema neoliberista? La concorrenza! E se questa manca, cosa succede? Che il sistema non funziona e che il capitale aumenta i suoi guadagni a spese dei cittadini.

Ed è quello che avviene per esempio nel mercato della telefonia.

E’ da qualche tempo che ho maturato la convinzione di acquistare un telefonino che mi permetta di navigare su internet e di ridurre un pochino i costi delle chiamate. Motivazioni dettate dalle necessità lavorative.
Così oggi sono passato sia alla Vodafone che alla Wind per capire quanto mi verrebbe a costare un nuovo telefono con relativo abbonamento. Il telefono in oggetto è uno smartphone: il “Samsung Galaxy Ace“. Alla fine dei miei giri sono rimasto perplesso. Qualcosa non mi tornava. Vediamo cosa.

VODAFONE
La tariffa più indicata per me sarebbe la “TuttoFacile Medium” che mi darebbe praticamente 100 € di traffico incluso (ovvero 800 minuti o 800 sms) a fronte di una spesa di 30 € per i primi 12 mesi (più tassa governativa di 5,16 €) che poi salirebbe a 50 € (sempre più i 5,16 € di cui pocanzi) per i successivi 12 mesi (o più). A fronte di questa spesa lo smartphone mi verrebbe 9 € per 24 mesi.
Morale della favola la spesa sarebbe di 421,92 € per il primo anno di tariffa + 661,92 € per il secondo anno + 216 € per lo smartphone. Totale 1299,84 €

WIND
Alla Wind la tariffa per me sarebbe la “Silver“. Qui avrei 800 minuti + 800 sms + chiamate illimitate verso Wind a fronte di una spesa di 40 € (+5,16 €) per il primo anno e di 50 € (+5,16 €) per il secondo anno (o più). In questa cifra è incluso anche il costo dello smartphone, salvo un anticipo iniziale di 109 €.
Anche qui, tiriamo la morale: 541,92 € per il primo anno + 661,92 € per il secondo anno + 109 € per il “Galaxy”. Totale 1312,84 €.

Tiriamo le somme. Il costo è praticamente lo stesso. La Wind costa infatti 13 € in più, ma è pur vero che, se ho capito bene, ti offre di più. Infatti con la Vodafone hai una alternativa tra gli 800 minuti o gli 800 sms “o con la combinazione di minuti e sms che preferisci” come cita il depliant. La Wind invece pare lasciarti 800 minuti e 800 sms. In più hai chiamate illimitate verso un altro numero del gestore a tua scelta che quindi non andrà a gravare sugli 800 minuti offerti. Anche se, superato 1 GB di navigazione, la velocità è ridotta ad un massimo di 32 kbps.

A conti fatti sembrerebbe convenire la Wind. La realtà, almeno nel mio caso, è però diversa. Infatti se è vero che le tariffe che ho inquadrato fanno al mio caso, ciò è vero anche per il fatto che quelle più economiche hanno 400 minuti per la Vodafone e 250 minuti per la Wind. Se 800 minuti sembrano irraggiungibili per quanto mi riguarda, 400 o 250 sono invece probabilmente insufficienti (senza contare che aumenterebbe il costo mensile per l’acquisto dello smartphone). Dunque, da quel punto di vista, il vantaggio che la Wind pare offrirmi in termini di minuti, non serve ad affiliarmi.

La verità è un’altra. E’ che avrei preferito magari una differenza in termini economici. Differenza che invece non c’è, visto che la concorrenza fra i due gestori sembra praticamente non esistere (alla faccia dell’antitrust). Così come non sembra esistere anche se si scelgono tariffe più onerose.

Ecco cosa non mi tornava. Che comunque mi giro sembra di portare un arricchimento (ingiustificato proprio dalla percezione di “cartello” che mi hanno dato Wind e Vodafone) ad una delle due compagnie a mie spese. Cosa che mi ha convinto a non scegliere e a rinunciare, almeno per ora (o forse per sempre?), ad acquistare uno smartphone con abbonamento telefonico.

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Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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Una risposta a Concorrenza, questa sconosciuta

  1. Paco Rodriguez ha detto:

    Il fenomeno è facilmente enucleabile. In Italia il settore delle comunicazioni non è libero. Questo perchè la rete è in mano ad un solo attore il quale decide il livello dei prezzi tramite i canoni di utilizzo della medesima. Quella italiana è una situazione che oscilla fra monopolio mascherato ed oligopolio. Una liberalizzazione all’italiana appunto.

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