Ho combattuto la burocrazia e la burocrazia ha vinto

Veniamo ad uno dei temi più trattati su questo blog: l’università. Università intesa nella sua massima espressione, ovvero quale enorme organismo burocratico inaccessibile e incomprensibile.

Come accennavo in altri tempi, ho deciso di iscrivermi alla laurea specialistica. La Sapienza da quest’anno dà l’opportunità di anticipare due esami rispetto all’immatricolazione. Dopo diversi mesi dove non si capiva bene come procedere, il professore che si occupa del coordinamento delle lauree magistrali mi manda una e-mail con allegato un modulo, dicendomi di compilarlo e andare a ricevimento da lui per capire gli altri passaggi. Così, giovedì scorso vado portando con me il modulo compilato. Il professore lo prende e mi spiega che dovrà farlo firmare al preside o vice-preside di facoltà per autorizzarmi a procedere con gli esami. Una volta rimandatomelo firmato, dovrò pagare i due bollettini da 150 € cadaesame e, con questi, il foglio autorizzato e un altro modulo, recarmi in segreteria studenti. Una volta lasciatogli questi due fogli loro mi avrebbero dovuto consegnare una ricevuta che io avrei dovuto girare al professore il quale la avrebbe girata al docente con cui sostenere l’esame.

Il condizionale è purtroppo d’obbligo. Infatti ieri il professore mi manda il modulo firmato via e-mail. Stamattina lo stampo assieme all’altro modulo, vado alla posta e pago i bollettini e, nel pomeriggio, mi reco in segreteria studenti.

Gli consegno ciò che mi è stato detto e l’impiegata guarda il tutto perplessa. Va in un’altra stanza, torna, e mi ridà indietro il modulo autorizzato dal vice-preside di facoltà, tenendo solo l’altro modulo a cui spilla il bollettino (in realtà sono due moduli e due bollettini, uno per ogni esame). Stavolta a rimanere perplesso sono io. Gli chiedo se quello non gli servisse. E mi dice di no. Gli chiedo se non mi dovesse lasciare una ricevuta o un verbalino per poi verbalizzare gli esami che sosterrò. Mi dice che nessuna ricevuta e nessun verbalino, che a quello ci penseranno i docenti con cui sosterrò l’esame.

Ora sono tornato a casa e, la prima cosa che ho fatto, è stato di mandare una e-mail al professore che coordina le magistrali per chiedergli che cosa dovrà fare ora.

In tutto ciò lo giuro, ho provato a combattere la burocrazia, ma la burocrazia ha vinto!

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Informazioni su andrij83

Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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3 risposte a Ho combattuto la burocrazia e la burocrazia ha vinto

  1. luigi romano ha detto:

    Circa 20 anni fa, accompagnai il mio primogenito in Inghilterra, a Bath, precisamente, perchè era stato accettato ed avrebbe frequentato la facoltà di Economia. Arrivati a destinazione ci recammo direttamente in segreteria, e all’unico impiegato che era lì in quel momento, ci presentammo e dicemmo chi eravamo, e che mio figlio era arrivato per iniziare il primo anno. L’impiegato, impassibile, tirò fuori un tabulato, cercò il nome di mio figlio, lo trovò e ci chiese un documento di identità e copia del certificato di scuola superiore. Gli demmo quanto richiesto, guardò la foto sul passaporto, poi guardò mio figlio, poi guardò il certificato e, infine, mi disse che avrei dovuto dargli 1200 sterline. Gli risposi che non avevo con me tale cifra, ma che avrei fatto un bonifico al mio ritorno in Italia. L’impiegato mi diede un foglio contenente i dettagli del beneficiario e ci diede la chiave del suo alloggio.
    Fece gli auguri a mio figlio e ci salutò.
    Ecco la procedura di iscrizione ad una università inglese, dove regnano il pragmatismo, la meritocrazia, la fiducia nei cittadini e l’assenza di burocrazia.
    Solo semplicità.
    Luigi Romano

    • andrij83 ha detto:

      E la cose che non mi consola è che anche le nuove tecnologie, internet, la posta certificata, non portano migliorie in nessun modo a questi arcaici procedimenti tutti italici.

  2. Pingback: Giorgio Bocca e me | (in)fausti pensieri

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