L’orto sul balcone

Sappiamo cosa finisce sulla nostra tavola? Diciamoci la verità, chi ha (almeno in città) la certezza di ciò che mangia. Quando compriamo frutta, ortaggi, verdura, possiamo essere sicuri che siano stati coltivati secondo principi naturali, senza eccessivi bombardamenti di antiparassitari o altre sostanze chimiche. Certo c’è il bio, che tecnicamente dovrebbe garantire una certa naturalità. Ma il costo? Già oggi molti ortaggi o frutti hanno prezzi al limite del sostenibile per molti. Il biologico e l’equo e solidale, in questo senso, a volte sembrano più un vezzo “piccolo borghese” (scusate il termine così desueto), che una reale alternativa.

L’altro giorno ho comprato un libro “I padroni del cibo – Raj Patel“, questo un passaggio dell’introduzione: «Persino quando vogliamo comprare cibo sano, siamo prigionieri del medesimo sistema che ha creato le nostre “fast food nation”. Provate, per esempio, a comprare delle mele. Nei supermercati nordamericani ed europei la scelta è ristretta a una decina di varietà: Fuji, Braeburn, Granny Smith, Golden Delicious e poche altre tipologie. Perché? Perché hanno un bell’aspetto: a noi piace la buccia lucida e senza il minimo punto nero. Perché il loro sapore è gradito alla maggioranza. Ma anche perché reggono il trasporto su lunghe distanze. La loro buccia non si sciupa né si raggrinzisce se le mele vengono sballottate per i chilometri del percorso dall’albero allo scaffale. Questi frutti sopportano senza problemi le tecniche di lucidatura e i prodotti che rendono possibile il trasporto e danno loro quel bell’aspetto sugli scaffali. Sono facili da raccogliere. Rispondono bene ai pesticidi e alla produzione industriale. C’è quindi un motivo per cui non troviamo le Calville Blanc, le Black Oxford, le Zabergau Reinette, le Kandil Sinap oppure le antiche e venerabili Rambo. Le nostre scelte non sono del tutto nostre perché persino il supermercato, il menu non è scritto da noi, dalla stagione o dalla geografia, e nemmeno dalla quantità di specie disponibili o dalla gamma completa di gusti e alimenti, bensì dallo strapotere delle multinazionali del cibo».

Dunque, perché non coltivare da noi i nostri prodotti? Cosa possibile per chi abita in campagna o ha una casa con un giardino, mi si potrebbe obiettare. Vero. Ma solo per la quantità. Anche per chi abita in città c’è la possibilità di coltivare il proprio cibo. Ci sono molti tipi di ortaggi, frutti, verdure che possono essere piantati anche sul proprio balcone. E a guadagnarne non sono solo la salute (sappiamo cosa mangiamo e come cresciamo quello che mangiamo) e le tasche (costa sicuramente molto ma molto di meno coltivare che comprare). Volete mettere infatti il piacere nel fare un’attività manuale a stretto contatto con la natura. Soprattutto per chi vive in città, dove di natura ce n’è sempre di meno, è un’esperienza da tenere in seria considerazione. Magari coinvolgendo anche i bambini, che potranno così sperimentare un primo contatto con la natura, come suggerisce “L’orto sul balcone” edito da Giunti Demetra.

Cambiare il mondo parte dai nostri piccoli gesti quotidiani. Un orto sul balcone è uno di questi gesti.

Personalmente, appena avremmo la nostra casa, un orticello è una delle prime cose che faremo. Grazie ad una festa della primavera dello scorso 20 marzo, ho trovato anche un agriturismo dove acquistare alcune piante.

Tra le tante, penso che per ragioni di spazio, cura e utilità, pianteremo queste che seguono. Il balcone non è molto grande, ma non tutte le piante hanno bisogno della stessa luce. Quindi si possono mettere su di un mobiletto a più piani. Altre possono essere esposte su vasi fuori dal balcone. Altre ancora su vasi appesi in alto sul muro.

Sfruttando i nostri spazi, dunque, questo è:

MELANZANE

POMODORI

BASILICO

ROSMARINO

INSALATA DA TAGLIO

SALVIA

MENTA

PEPERONCINO

Questo ovviamente tanto per iniziare.
Ora dite la verità, vedendo tutto questo verde, non vi viene voglia di gettarvi in questa esperienza, facendo il vostro orticello?

Dato che immagino sia una cosa che sta prendendo piede, se volete la bibliografia inizia ad essere importante. Oltre al già citato “L’orto sul balcone” edito Giunti Demetra al costo di 7,90 €, c’è anche un apposito sito: http://coltivareorto.it. Su questo sito c’è una guida gratuita da scaricare in formato pdf. La trovate a questo link (clicca qui).

Pronti a sporcarvi le mani?

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Informazioni su andrij83

Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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3 risposte a L’orto sul balcone

  1. carmine zannella ha detto:

    So che potrà sembrare strano, ma esiste il Biolady (detergente universale liquido ecologico per l’ambiente) che se viene vaporizzato su qualunque pianta da orto (es. melanzane , pomodori, insalata ecc.) e da terrazzo (es. rose, gerani ecc.) tutti gli insetti e parassiti si allontaneranno, garantendo l’assoluta assenza di prodotti tossici e velenosi (parola dei NAS di Alessandria che hanno effettuato i controlli con analisi di laboratorio nel 2010) quando mangiamo anche immediatamente (tempi di carenza= ZERO) le verdure, aromi, frutti, se poi lo si aggiunge all’acqua quando si annaffia si aiuta la pianta a liberare la radice dai microscopici parassiti con il risultato di una incredibile fioritura. In casa lo si può usare, senza arieggiare, per allontanare le formiche e le zanzare (anche la zanzara-tigre), e se stiamo sul terrazzo alla sera lo si può spruzzare sugl’indumenti, per tenere distanti le tanto temute zanzare. Ovviamente le persone che vorrebbero usare un’insetticida rimarranno deluse, il Biolady allontana semplicemente gli insetti e parassiti, ma non li uccide. Tuttavia se per necessità lo si spruzzasse direttamente sugl’insetti, il tensioattivo (origine vegetale) di cui è composto il Biolady, li bloccherebbe nei loro movimenti e purtroppo seccherrebbero sul posto. Per quanto riguarda il pollice verde per chi usasse il Biolady quasi quasi non servirebbe, ma i consigli che ha fornito Andrea potranno essere di sicuro utili. Forse più Biologico di così è impossibile, rimane solo, di non usare nulla, sperare che i parassiti non invadino il proprio ambiente, cosa poco credibile.
    Pronti a verificare?
    Carmine Zannella

  2. nauram ha detto:

    Un’altra tecnica per allontanare i parassiti, se si ha la pazienza di usarla e la sopportazione dell’odore, consiste nel preparare un liquido repellente che si ottiene mettendo a macerare nell’acqua per 5-6 giorni o più spicchi d’aglio affettati sottilmente, magari con l’aggiunta di peperoncino. Poi si spruzza la mattina e si ripete l’operazione a distanza di alcuni giorni o quando si ravvisa l’attacco degli insetti. L’aglio ha molte proprietà: antibiotiche, antibatteriche, antifungine…
    Anch’io coltivo sul terrazzo da alcuni anni varie piante (pomodori, basilico, menta, prezzemolo, melanzane…) , con risultati a volte buoni, a volte meno, comunque non demordo, l’esperienza può solo dare “buoni frutti”.
    Ciao

  3. carmine zannella ha detto:

    Conclamata l’efficacia del Biolady per la cura delle piante senza veleni.

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