Per una critica ai festeggiamenti dell’Unità d’Italia

Di critiche ai festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità di Italia ne sono arrivate. Alcune stupide e pretestuose, quelle della Lega Nord; altre insufficienti nelle giustificazioni assunte, quelle di Confindustria. Io porto una mia critica.

Penso che i festeggiamenti per l’Unità di Italia siano un’enorme spreco di soldi. Un’occasione folcloristica e/o ludica (dipende da che punto la si guarda) che non arricchirà (nel senso culturale del termine) nessuno.
Eppure si potevano fare cose diverse. Si potevano trovare altri modi di ricordare questo che resta comunque un evento importante.
E qualcosa andava fatto partendo proprio dalle scuole. Penso ad uno studente di oggi che tra venti, trenta anni si ritroverà padre o madre. Di fronte ad un figlio che gli chiederà cosa possa aver significato per lui il 150° anniversario dell’Unità del nostro Paese, cosa potrà rispondere? «Una buona scusa per non andare a scuola». Questa è la risposta più probabile. Nelle scuole è stata sprecata la più grande occasione. Il 17 marzo poteva diventare il giorno in cui, in ogni scuola di ordine e grado, si sarebbero potute unire due o tre classi assieme e si sarebbe potuto discutere di cosa significa oggi l’Italia. Una discussione finalmente tra pari nella scuola. Non con un professore che insegna e tanti che imparano. Ma tutti che parlano e tutti che sortiscono assieme. Un anniversario non è solo un’occasione di ricordare, ma anche di riflettere sul presente. E c’è tanto da riflettere oggi. Ha ancora senso l’Italia oggi? La globalizzazione, l’integrazione europea, come ci hanno cambiato, se lo hanno fatto? Con il meticciato culturale oggi esistete, cosa significa essere italiani? E ancor di più, cosa significa sentirsi italiani? Italiano indica il Paese di nascita? La nazionalità? O chiunque può sentirsi italiano anche solo perché condivide alcuni valori? E questi valori, quali sono? Valori etici? Religiosi? O parliamo di valori più pragmatici e materiali?

Ci sono tante cose di cui discutere. Ed invece per milioni di studenti, il 150° anniversario dell’Unità di Italia significherà fare tardi stasera, svegliarsi domani in tarda mattinata ed uscire il pomeriggio con gli amici a cazzeggiare. Tutte cose legittime che io per primo ho fatto tante volte.

Ma in questo caso resta il rammarico di una grande occasione persa. Un’occasione che capita, se tutto va bene, una volta ogni 50 anni.

Buona festa a tutti. E qualche consiglio in vista di domani: bevete saggiamente e non abbuffatevi. La salute è importante!

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Informazioni su andrij83

Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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