Dalla parte della libertà

Il titolo di questo post non è casuale. E’ anzi una risposta diretta a quanto dice oggi la Binetti sul Corriere della Sera, in un articolo titolato: “«Dalla parte della vita»: la Binetti raccoglie le firme“.

Il tutto nasce dalla proposta del Governo di fare del 9 febbraio prossimo la Giornata nazionale degli stati vegetativi.  Una data non casuale. Il 9 febbraio del 2009 moriva infatti Eluana Englaro. Una giornata nata anche in risposta agli interventi del papà di Eluana e della moglie di Piergiorgio Welby alla trasmissione di Fabio Fazio e Roberto SavianoVieni via con me“, come chiarisce senza reticenze anche Eugenia Roccella, sottosegretaria di questo Governo, secondo cui questa giornata «potrà rappresentare una finestra di visibilità per queste persone [quelle in stato vegetativo, n.d.r.] e le famiglie che le accudiscono amorevolmente, troppo spesso coscientemente accantonate dai media che si rivolgono al grande pubblico, come ha dimostrato la recente vicenda della trasmissione “Vieni via con me”».

Io sono ateo. Come molti sono tuttavia stato battezzato ad appena due mesi. Questa cosa non mi è mai pesata più di tanto. Almeno fino all’inizio del 2006. Nella mia vita sono sempre stato educato alla pratica della libertà. La libertà di poter scegliere in ogni momento della mia vita.  Dal più superfluo al più cruciale. Per questo stesso motivo sono stato anche educato all’odio. Odio verso chi vuole importi le proprie scelte. Proprio per questo odio nel febbraio 2006 ho deciso di sbattezzarmi. Non potevo più far finta di essere un cristiano cattolico.

Oggi provo lo stesso odio per la proposta del Governo e per chi la sostiene.

Provo invece il massimo rispetto per tutte quelle persone che decidono di accudire fino in fondo i propri cari che versano in situazioni critiche o in stato vegetativo. Rispetto la loro scelta e la loro sofferenza. Sono anche d’accordo con la Binetti quando dice, sempre nell’intervista, che queste persone sono vite con la stessa dignità della nostra. Nessuno infatti vuole imporre loro una scelta, quella dell’eutanasia, che per credo e/o per convinzioni personali non accetterebbero mai.
Mi aspetto però da costoro lo stesso rispetto per l’altrui scelta e l’altrui sofferenza. Per coloro che, liberamente, scelgono di morire.
Sul come la penso mi sono già espresso nel post precedente dove parlavo della decisione di togliersi la vita di Mario Monicelli.

Non accetto quindi limitazioni da parte di nessuno alla mia libertà. Ho accolto dunque come una boccata di freschezza l’appello di Micromega che, in risposta al Governo, ha proposto di fare del 9 febbraio la “Giornata della libertà di scelta sulla propria vita“.

Perché la decisione di chiunque va rispettata. E la libertà individuale sempre garantita.

La vignetta qui su è di Mauro Biani.

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Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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2 risposte a Dalla parte della libertà

  1. franco ha detto:

    una minchiata via l’altra !!

    perchè allora il PD non organizza la giornata in memoria dei caduti sul lavoro ?

    per organizzarla intendo, bloccare le autostrade, gli aeroporti, pigliarsi qualche manganellata, salire su qualche tetto, su qualche gru…
    hai visto mai d’alema… o veltroni… all’opposizione tutte mezze seghe !

  2. Pingback: Scegliere della propria vita… fino alla fine | (in)fausti pensieri

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