C’avrei questi cinque ettari…

In questi quattro anni e passa in cui ho collaborato con un’Assessora del Comune di Pomezia ne ho viste di tutti i colori. Belle e brutte. Cotte e crude. Esaltanti e deprimenti. Interessanti e inutili.

Quello che ho visto oggi mi mancava. A cinque/sei mesi dalla fine del mandato finalmente posso dire proprio di averle viste tutte.

La faccenda è questa.

Nel palazzo principale del Comune trovano sede il protocollo generale, i messi notificatori, il segretariato generale, i gruppi consiliari, il direttore generale, la presidenza del consiglio, la sala consiliare e, ovviamente, il sindaco.
Questo palazzo è anche l’unico con una guardia giurata all’entrata che controlla gli ingressi.
Per parlare con chiunque, ed il Sindaco in particolar modo, occorre prima avere un appuntamento. Solo a quel punto la guardia giurata in cambio del proprio documento di identità darà il pass.
Oggi mentre uscivamo dalla porta con l’Assessora una signora di una certa età ha provato ad imbucarsi per salire dal Sindaco. L’abbiamo fermata spiegandogli che doveva chiedere alla guardia giurata per il pass.
La cosa mi è sembrata un po’ strana. Solitamente coloro che vanno cercando il Sindaco, sgattaiolando dentro alla prima opportunità, sono persone in cerca di una casa, di un lavoro o di entrambi.
Questa era invece una signora anziana e distinta, con un copricapo di visone e alcuni braccialetti d’oro, accompagnata da un signore altrettanto elegante.

Su nostro suggerimento si sono rivolti alla guardia giurata.
Non sono stato lì ad ascoltare, anche perché avevamo un altro impegno.
Tuttavia alle 2, prima di staccare, sono ricapitato nella sede centrale (l’assessorato dove lavoro è in un’altra piazza) e non ho potuto fare a meno di chiedere a Roberto, la guardia giurata, perché volessero parlare con il Sindaco quei due signori. Devo ammetterlo, un po’ lo ho chiesto per la curiosità, un po’ per capire se di lì a poco me li sarei ritrovati da me in cerca dell’Assessora.
No, niente Assessora alle Politiche Sociali.
Il motivo per cui erano alla ricerca del Sindaco era tutt’altro.
«Abbiamo ottanta anni, non vivremo ancora a lungo; abbiamo questi 5 ettari di terreno e volevamo chiedere al Sindaco di farli trasformare in edificabili (avranno saputo che è prossima la discussione del PRG in Consiglio Comunale). Sa, per lasciare qualcosa ai nostri figli».

Che dolci genitori.

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Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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