Effetto Maddalena e divagazione a tema

A proposito di idee fisse (link), torniamo a parlare di architettura.
Capitò che mentre mi aggiravo per gli stand della Fiera del Libro 2009 di Torino un ragazzo mi si avvicina e mi da un flyer. Sono convinto che sia ancora in qualche libro che ho letto. Magari fra una ventina d’anni, quando altri sfoglieranno quelle pagine, risalterà fuori. Comunque si parlava del grattacielo della San Paolo che, disegnato da Renzo Piano, dovrebbe sorgere a Torino. Il flyer era del Comitato “non grattiamo il cielo” schierato contro quest’opera.
Devo dire che subito mi sono sentito un po’ lacerato. La qual cosa non dipendeva però dall’indecisione sullo schierarmi contro o a favore di quest’opera. O meglio, se è chiaro che il motivo è questo, va detto subito che lo è in termini diversi da come tanti pongono la questione.
Per i tanti contrari c’è di mezzo lo skyliner di Torino. Il grattacielo sarebbe infatti ben più alto della Mole Antonelliana, unico edificio a svettare sugli altri (escluso forse il palazzo di Piazza Castello sede della Reale Mutua). Eppure sento che, mosso anche dalla mia passione per l’architettura, non era questo a turbarmi. Mi sono chiesto se fosse giusto rimanere ancorati ad un concetto di città fermo al secolo scorso (quando va bene). A cosa sarebbe accaduto se all’epoca della costruzione della Mole Antonelliana ci fossero stati dei contrari. In fin dei conti anche quella che oggi è considerata, ed è, una delle più straordinarie opere d’arte del nostro Paese, allora sconvolse lo skyliner della città.
Chi dice che un domani anche il grattacielo di Renzo Piano non potrà essere quello che oggi è la Mole. Perché chiudersi in uno spirito conservativo (non conservatore, attenzione)?
No, la cosa che mi turbava non era dunque la realizzazione, ma la proprietà del grattacielo.
Girando per l’Italia è facile notare come – in moltissimi casi – gli edifici più alti di una città, frazione, paesello, siano le chiese.
Segno di una storia fortemente legata ad una profonda tradizione religiosa e cattolica. La Chiesa, inutile negarlo, per secoli è stata una delle istituzioni di maggior importanza e di maggior potere. Sui motivi di ciò non serve dilungarsi qui, non basterebbe tutto il pomeriggio per analizzarli tutti. Il punto è che il segno di questo potere risiedeva anche nell’altezza delle chiese e nel fatto che, ovunque, le chiese dovessero essere visibili. Del resto la cosa è confermata anche nella patria del cattolicesimo: Roma. Nessun edificio di questa città può superare in altezza la Basilica di San Pietro, simbolo primo di questa religione. A quanto pare gli stessi progettisti dell’Eurosky, grattacielo che sorgerà proprio nel quartiere romano dell’eur – ben distante dalla Città del Vaticano – hanno dovuto tagliare qualche piano alla loro opera per riportarlo al di sotto degli standard della “Cupola”.
Ma i tempi cambiano per tutti. Oggi non è più la chiesa a detenere il potere, ad essere il punto di riferimento per milioni di persone: umili, benestanti, interessati, facoltosi, fedeli che siano.
Chi tiene e detiene le redini del nostro tempo è il potere finanziario di cui le banche sono l’effetto più reale. Dunque è questa la ragione della mia lacerazione: il grattacielo di Torino non è altro che il segno di questo nuovo potere. Renzo Piano come Antonio da Sangallo il Giovane e Michelangelo. Il grattacielo di Intesa-San Paolo come la basilica di San Pietro.
Questo è quello che mi turba di questo progetto. L’accettare che il potere finanziario sia l’istituzione più potente del nostro presente e il fatto che, anche simbolicamente, vada perseguito, dimostrato, imposto questo dominio.

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Ora una domanda sarebbe lecita: da dove vengono fuori tutte queste considerazioni? Sto leggendo “La colata” edito chiarelettere. In un capitolo si parlava dell’isola della Maddalena. Lì si citava un libro: “Effetto Maddalena“, dove si racconta, analizza, spiega l’opera di riconversione di quella che fu la base militari degli Stati Uniti, ad opera dell’architetto Stefano Boeri. Il libro costa 50 €. Se cito anche il prezzo è perché costituisce un preciso consiglio per l’acquisto. Un consiglio rivolto in particolare a chi volesse farmi un regalo e si trovasse davanti al dilemma di non saper cosa comprare.

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Complesso, incantevole, difficile. Ma anche autoritario, arrogante, cinico, megalomane tendente all'egocentrico e un po' stronzo.
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